Giovanni Pizzo
Ex assessore della Regione Siciliana, scrivo su vari quotidiani. Laureato in economia e commercio
La Storia della chiesa è millenaria, quella dell’America di
Trump è di due secoli e mezzo. Gli Agostiniani, ordine a cui appartiene Papa Prevost,
sono stati ufficialmente costituiti da Innocenzo IV nel 1244, quando il Nuovo Mondo
non era stato nemmeno scoperto, ed hanno quasi 800 anni di fede e cultura. Pensare
che un incidente di passaggio, anche nella storia degli Stati Uniti, di nome Trump
possa trattare il Papa, la Santa Romana Chiesa, il popolo cattolico, con la demente
superficialità con cui ha agito è fuori dalla grazia di Dio, ora ci vuole, e dalla
cultura politica occidentale. Convocare, come a Canossa, al Pentagono il Nunzio
apostolico, minacciandolo con le “colt” sul tavolo, evocando Avignone, l’esilio
da Roma, da la misura del cul de sac paranoico, con tratti di schizofrenia, in cui
è caduta l’amministrazione americana. L’immagine di Trump, blasfema, in cui veste
con l’AI il suo corpo a guisa di un Gesù Cristo, non è solo allucinante e sacrilega,
mortificante anche per i cattolici presenti negli Usa, ma sta portando la soglia
della sua malattia di potere dove nemmeno Hitler o Stalin erano arrivati. Stalin
si chiedeva quante divisioni avesse il Papa, qualche anno dopo con il primo Papa
polacco, Wojtyla, capì che non ci volevano i carri armati per abbattere il totalitarismo
sovietico, ma la Solidarsnoc che la Chiesa di Roma portò avanti in Polonia, a cui
seguì la caduta del muro di Berlino. E fu la fine della dispotica Unione Sovietica.
Fu un uomo dell’Est a fare cadere il più grande agglomerato di potere ad oriente.
Così come oggi è con l’uomo dell’Ovest divenuto Papa il quale dichiara che il Re,
di cui Trump è solo l’ologramma, il Capitalismo è nudo. La frase più becera e falsa
di Trump infatti è quella pronunciata durante i bombardamenti in Iran osteggiati
con limpida chiarezza, senza se e senza ma, forse solo dal Vaticano. “Faremo un
sacco di soldi”. Chi farà un sacco di soldi? I cittadini del mondo? Quelli Americani?
No, ovviamente, solo un manipolo di persone intorno a lui o
a lui sodali. Costoro hanno scommesso su morte, distruzione ed economia mondiale
in recessione. Solo questi pochi speculatori dello sterco del diavolo, Mammona viene
cosi chiamato nelle bibbie evangeliche del conservatorismo protestante americano,
hanno fatto affari. La casalinga di Voghera vede i pomodori oggi al mercato sopra
i 5 euro, e quella di Minneapolis teme di essere uccisa per strada dagli uomini
dell’ICE. Questo è il mondo Trump, che da di matto, qualcuno tenta inutilmente di
dialogarci, ma l’unico che lo fa senza piaggerie, da pari a pari, senza paura con
la forza del suo ruolo sociale, morale e
spirituale è l’altro Americano, Leone XIV. La barzelletta per cui è stato eletto
Papa per intercessione di Trump non se la sarebbero fatta uscire nemmeno Gianni
e Pinotto. Tutti voleva Papa Trump tranne che un solido, colto, agostiniano americano.
Con Papa Francesco avrebbe avuto, nonostante la tempra del gesuita argentino, gioco
più facile, magari avrebbe fatto circolare la foto di lui in tuta e manette come
un qualunque dittatore sudamericano in ginocchio davanti al potere del Presidente
Usa. Ma un uomo nato a Chicago, città grande, dura e violenta del Midwest, con l’armageddon
della fede non teme un bullo figlio di papà renitente alla leva come Donald Trump.
Il primo Vicario di Cristo, come tanti cristiani prima e dopo di lui, fu messo in
croce, ed un Papa sa che il martirio, come quasi fu per Wojtyla, è messo in conto.
Per cui non teme il Pentagono di Hegseth o la CIA, guarda come ad un povero dissennato
concittadino il Donald Trump in delirio, con sguardo di carità cristiana l’uomo,
ma di disapprovazione morale e politica il Presidente. Al Papa non serve una foto
opportunity alla Casa Bianca. Lui negli Stati Uniti è a casa sua, e se ci andasse,
invitato o no, milioni di persone testimonierebbero con lui e per lui. Golia questa
volta ha scelto il pastore sbagliato. E la Bibbia, da sempre invocata in America,
lo sa bene.
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