Si svolgerà il 5 giugno il primo turno delle elezioni amministrative 2016. I comuni siciliani che andranno al voto sono 28.

“Scorrendo le liste dei candidati nei Comuni siciliani chiamati al voto in primavera ci sono due dati che saltano agli occhi, innanzitutto una impressionante proliferazione di liste civiche, che conferma la difficoltà di rappresentanza dei partiti tradizionali e la disaffezione della gente, e poi l’assenza della coalizione di governo che sostiene Crocetta, che infatti non viene riproposta unita in nessuna delle realtà locali”.

Lo dice Giusi Savarino, portavoce di #DiventeràBellissima.

“Se da un lato dunque i partiti non hanno avuto capacità di ascolto e sintesi come già più volte da noi denunciato – continua la portavoce del movimento #DiventeràBellissima Giusi Savarino – spesso addirittura assistiamo a candidature di uno stesso partito antagoniste, come a Porto Empedocle, a Giarre, a Vittoria, a Terrasini, solo per fare qualche esempio, dove si scontrano tra loro candidati riferibili al pd; dall’altro non ritroviamo in nessuna scheda elettorale quella accozzaglia che tiene insieme la maggioranza alla regione siciliana, a Canicattì ognuno si presenta addirittura con un proprio candidato, raggiungendo il record di 9.

È indubbio che questo sia chiara conferma di quanto la maggioranza di governo regionale targata Pd, UDC, Ncd, e Sicilia futura, presente e passata, sia solo una forzatura frutto di alchimie, interessi personali, fame di potere o puro spirito di sopravvivenza di qualche deputato, nulla di politico, nessuna progettualità condivisa, nessun afflato che riesca a coinvolgere i siciliani, meno che mai dare una speranza di governo che possa entusiasmarli.
Questa maggioranza non eletta, dunque mai nata, per i siciliani è già morta.
Quando il rivoluzionario Crocetta si renderà conto che questo di oggi è il segnale di un altro suo fallimento politico sarà tardi, quando il Pd smetterà di tenere in coma farmacologico la Sicilia sarà tardi, perché indubbiamente per i siciliani è già troppo tardi!”.