Circa il 70% di consensi a livello nazionale il che significa che oltre un milione di votanti sul milione e mezzo recatosi ai gazebo sparsi per tutta Italia ha scelto come segretario del Pd Nicola Zingaretti. Un successo superiore alle aspettative anche se era il suo nome ad essere indicato come vincente. E la Sicilia non mostra risultati diversi fra gli oltre 50mila votanti che hanno espresso la loro preferenza nei 419 gazebo sparsi per l’isola.

A Palermo città Zingaretti incassa il 74%, nella provincia cala un poco ma il risultato complessivo parla del 63% fra Palermo e provincia. Nel complesso regionale, invece, riceve preferenze per il 67% circa. Una vittoria netta nonostante le primarie siano state accompagnate dalle polemiche.

Polemiche a Capaci dove il segretario cittadino si dimette per protestare contro il fatto che nella cittadina non ci sia un gazebo e si debba andare a Carini per votare ma viene rintuzzato dal vice segretario regionale Antonio Rubino. Ad Enna c’è chi minaccia esposti in Procura. Polemiche anche sui candidati locali dichiarati eletti perché senza contendenti, cosa che accade a Palermo ma anche ad Agrigento e Caltanissetta anche se qui i candidati sono unitari quindi non c’è polemica.

Getta acqua sul fuoco il segretario regionale Davide Faraone che parla di grande festa della democrazia e della partecipazione e ringrazia i 1500 volontari che hanno permesso lo svolgimento regolare del voto ma non sono d’accordo i suoi detrattori. Proprio dagli esponenti locali dell’area Zingaretti partono le bordate accompagnate dalla richiesta di dimissioni di Faraone, segretario regionale renziano contestato fin da prima della sua elezione e che adesso sarebbe stato di fatto sfiduciato dal popolo delle primarie vista l’affermazione di Zingaretti anche a Palermo ed in Sicilia. Dall’entourage di Faraone fanno notare che le primarie non erano certo un referendum sulla segreteria Faraone, peraltro appena avviata, e che il risultato non ha nulla a che vedere con gli assetti locali.

“Il successo di Nicola Zingaretti è netto anche in Sicilia. Nella città di Palermo il nuovo segretario del PD ha ottenuto il 74%, una cifra che fa giustizia delle peripezie che hanno caratterizzato questo appuntamento, compreso l’inspiegabile caos dei gazebo cancellati in tanti comuni e quartieri della città” commenta Antonello Cracolici, parlamentare regionale del PD che alle primarie di ieri è stato eletto con la lista “Piazza Grande” (collegio “Palermo città”) fra i componenti dell’Assemblea nazionale del partito.

“Alla luce dell’esito delle primarie nell’isola – aggiunge Cracolici – appare evidente che anche il voto nei Circoli di alcune settimane fa, nel corso delle Convenzioni riservate agli iscritti (a molti dei quali è stato impedito persino il diritto di votare) proclamato tra mille ricorsi, non rispecchia neppure lontanamente l’orientamento del popolo del centrosinistra”.

“Adesso – conclude Cracolici – si deve aprire una pagina nuova per il PD anche in Sicilia, per un rinnovamento vero e non caricaturale: c’è bisogno di serietà, coerenza, rigore, competenza. Dobbiamo liberarci dai bizantinismi che hanno caratterizzato negli ultimi tempi il PD regionale, per riconquistare la fiducia della gente e rimediare ai danni prodotti da certi ‘avventurieri del trasformismo’: sarà questo uno dei primi impegni del segretario Zingaretti e di chi, insieme con lui, lavorerà per ricostruire il PD siciliano”.

“Buon lavoro a Nicola Zingaretti e grazie ai volontari che hanno tenuto aperti i seggi, a Maurizio Martina, che assieme ad tanti altri abbiamo sostenuto, e Roberto Giachetti. Spero che queste primarie chiudano un congresso permanente che in Sicilia dura da quando il presidente della regione si chiamava Raffaele Lombardo”. Lo afferma Antonio Rubino vicesegretario del Pd siciliano”.

“Leggo parole, ad esempio quelle di Cracolici stamattina, che invocano – aggiunge – altre rese dei conti, in continuità con le aggressioni cattive e volgari condotte fin qui che non spaventano nessuno ma che continuano a minare il percorso del Pd Siciliano. Saranno questo tipo di condotte il vero problema del nuovo gruppo dirigente.” “Abbiamo garantito, senza soldi e senza dipendenti, un sereno svolgimento delle primarie come, alla fine, si è verificato in ogni parte dell’isola sotto un bombardamento costante. – dice – Adesso sono io che chiedo ai futuri organismi di affrontare il prima possibile tutti i possibili nodi sul tavolo, cercando di rispondere degnamente al segnale di partecipazione arrivato ieri. Sul piano politico e su quello etico così spesso invocato dai moralisti dell’ultimo minuto”.

“Con la vittoria di Nicola Zingaretti voltiamo pagina. Anche in Sicilia. Abbiamo lavorato instancabilmente perché Zingaretti avesse una grande affermazione nella nostra isola e ci siamo riusciti con un meticoloso lavoro di squadra”. Lo dice Teresa Piccione, neo eletta all’Assemblea nazionale del Pd. “Abbiamo intercettato la grande voglia di cambiamento della nostra gente, l’esigenza di innovare registro e metodo, la necessità di costruire un’alternativa credibile supportata da persone credibili e autentiche com’è Nicola Zingaretti – aggiunge – Credo che il risultato certifichi chiaramente che anche in Sicilia una stagione si è chiusa e che bisogna voltare pagina. Chi non ha mai affrontato il vaglio degli iscritti e degli elettori deve prenderne atto”.

Insomma, mentre a livello nazionale a Zingaretti arrivano gli auguri dei suoi contendenti ovvero Martina e Giachetti e perfino dell’ex segretario Matteo Renzi come segnale per la pacificazione, in Sicilia, invece, prosegue anzi si rafforza la guerra interna ad un Pd che non ha voglia di guarire.

In serata, infine, arrivano dati più certi “Dai dati a disposizione, non ancora ufficiali, l’affluenza al voto in Sicilia è di quasi 80 mila votanti. Ben oltre quota 50 mila, obiettivo minimo fissato dal segretario regionale del Pd Sicilia, Davide Faraone che, alla vigilia delle Primarie, si era dato un traguardo: superare nella sola Sicilia i voti espressi dagli iscritti M5S sulla piattaforma Rousseau sull’impunità a Salvini, che erano stati in totale 52.417. Una grande partecipazione, quindi, garantita grazie alla passione di migliaia di volontari ai gazebo. A loro va, innanzitutto, il merito di una consultazione larga, vera, democratica e trasparente. Alle decine di migliaia di siciliani che hanno scelto di dare fiducia al Pd, va il nostro ringraziamento e l’auspicio che si possa camminare insieme” Scrive, in una nota, l’ufficio stampa del Pd Sicilia.