La repressione del dissenso, il panico morale e i crimini contro i palestinesi. Non solo una denuncia, ma la fotografia di un realtà che da troppi anni attraversa diverse aree d’Europa. “Guerra all’antisemitismo?” è il libro di Donatella Della Porta, politologa e sociologa italiana di fama internazionale, che verrà presentato nel pomeriggio, 16 settembre alle 17.30, ai Cantieri culturali alla Zisa.
L’iniziativa, promossa dall’Istituto Gramsci siciliano con il contributo dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, prevede un momento di dibattito a cui parteciperanno Giuseppe Lipari della scuola normale superiore e Amal Khayal, cooperante palestinese della ong CISS. Dopo i saluti di Salvatore Nicosia per l’Istituto Gramsci siciliano, i lavori saranno moderati da Tommaso Baris, docente dell’Università degli studi di Palermo.
La presentazione
Nel suo volume, Della Porta analizza il caso tedesco, considerato emblematico per il livello di istituzionalizzazione delle repressione. In Germania, infatti, eventi accademici e prese di posizioni personali sono sempre più frequentemente censurati o perseguiti, in nome della lotta all’antisemitismo.
“Sarà un evento importante a cui partecipare – sottolinea Giuseppe Lipari, dottorando in Scienza politica e sociologia – è fondamentale mettere in dialogo le conoscenze prodotte in ambito accademico con quelle maturate sul campo, unire saperi diversi per comprendere meglio il mondo e, soprattutto, per provare a cambiarlo”.
Il panico morale
Il controllo e la repressione che alcuni stati impongono alla comunità civile produce inevitabilmente quello che Donatella Della Porta chiama “Panico morale”. Un concetto sociologico che tende a etichettare nuovi “nemici interni” da correggere: migranti e accademici solidali con i palestinesi. Figure trasformate in “capri espiatori” e colpevolizzate in un clima di sospetto che mina le basi per la libertà di espressione.






Commenta con Facebook