I circa 120 ex lavoratori Max Living potranno partecipare alla selezione per il reclutamento del personale da impiegare nel nuovo store MediaWorld di viale Regione Siciliana.

L’apertura del secondo negozio del colosso dell’ elettronica (il primo è nel complesso commerciale Forum) è prevista il prossimo luglio.

Il format del negozio sarà completamente rinnovato nella parte che ri guarda la vendita degli elettrodomestici e saranno assunti una cinquantina di lavoratori.

L’ azienda farà prima una selezione interna tra il personale fuori sede che ha chiesto l’ avvicinamento a Palermo. Poi procederà ad analizzare le richieste di lavoro raccolte per fare nuove assunzioni. I curricula sono circa tremila. In questo numero ci sono anche i lavoratori ex Max Living che, al pari degli altri, dovranno affrontare la selezione e sostenere i colloqui.

I sindacati di categoria avranno il compito di raccogliere le domande di lavoro di tutti gli ex dipendenti, anche se non sono iscritti in nessuna sigla sindacale, e di presentarle al responsabile del personale. I particolari del piano di apertura e assunzioni sono emersi durante l’ incontro convocato dall’ azienda con i sindacati.

MediaMarket ha risposto all’appello dei sindacati aprendo un tavolo di concertazione. In alcune occasioni gli incontri si sono svolti anche presso l’ assessorato alle Attività produttive. L’ assessore Giovanna Marano aveva sottoscritto la richiesta alla società di valutare l’ esigenza, posta già da molto tempo, per la rioccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori licenziati di Max Living.

«L’ azienda ci ha confermato che per le assunzioni non ci saranno pregiudizi nei confronti degli ex lavoratori, nemmeno per l’ età. Il loro metodo di selezione è uguale per tutti ed è applicato a livello internazionale dice Monja Caiolo, segretario provinciale della Filcams Cgil -. C’ è l’ interesse di assumere personale con alta professionalità. Inoltre, con il re clutamento degli ex lavoratori Li Vor si l’ azienda potrebbe beneficiare degli sgravi sul costo del lavoro, per via della disoccupazione. Alcuni di loro infatti sono ancora in mobilità. Tutto questo ci fa ben sperare sulle possibili ricollocazioni».