Parte da Catania la visita del segretario nazionale di Forza Italia Antonio Tajani in Sicilia. Due giorni durante i quali il Vice Premier incontrerà la dirigenza regionale del partito tanto nella Sicilia orientale quanto in quella occidentale senza trascurare il centro dell’Isola.

I confronti catanesi

Oggi pomeriggio il Vicepremier e Ministro degli Esteri Antonio Tajani, segretario nazionale di Forza Italia, è in visita a Catania, domani, sabato 17 gennaio 2026 sarà, invece, a Palermo.

Ad accoglierlo nel capoluogo etneo, il vice capodelegazione FI-PPE al Parlamento Europeo, l’eurodeputato Marco Falcone, segretario FI per la provincia di Catania, assieme ai parlamentari nazionali e regionali Giuseppe Castiglione, Nicola D’Agostino, Salvo Tomarchio, ai sindaci, agli amministratori locali e ai dirigenti azzurri del territorio.

Il segretario Tajani ha previsto una serie di incontri con la classe dirigente di Forza Italia dal pomeriggio alla sera presso un Hotel. Incontri singoli e riservati per ascoltare gli umori e il pensiero di ogni componente del partito che abbia un ruolo dirigenziale.

Le parole di Marco Falcone

Proprio nel giorno dell’arrivo di Tajani, Falcone, che guida l’ala degli oppositori siciliani, lancia il sasso al segretario nazionale. Nega di avere mire in giunta per i suoi in vista del rimpasto ma chiede che Marcelo Caruso, il coordinatore regionale che già si è candidato al congresso per essere eletto segretario, faccia un passo indietro. “Lo definisce “una persona perbene che non ha la caratura del leader…. e non può limitarsi a fare il notaio”.

Di fatto Falcone annuncia di avere pronti i candidati per contrastarlo nella campagna elettorale ma indica la via per la pace ovvero “si faccia da parte e torneremo a dialogare”.

L’effetto contrario

L’effetto ottenuto da questa dichiarazione, però, è l’esatto contrario. Il Presidente della Regione non commenta ma chi è più vicino a lui racconta che l’uscita di Falcone è stata recepita come intempestiva e tutt’altro che accomodante.

Schifani a Catania non c’è, preferisce incontrarlo domani a Palermo il segretario Tajani col quale ha un rapporto consolidato.

Le reazioni, D’Agostino: “Ci sono tempi, modi e regole”

“Sono deputato catanese e ritengo giusto ricevere il presidente Tajani che viene a trovarci a
Catania. Certo, non mi aspettavo un clima così teso e praticamente precongressuale. Rimango dell’idea che ci sono tempi, luoghi e regole per ogni cosa ed alcune parole mi sembrano francamente intempestive: occorre invece discutere dei problemi nelle sedi giuste, senza mai nascondere la verità ma neppure facendo regali gratuiti ai nostri avversari” scrive in una nota il deputato di Forza Italia all’Ars Nicola D’Agostino che bacchetta il tempismo del collega Falcone

“Penso anche che delegittimare pubblicamente il coordinatore regionale non faccia il bene del partito. È normale che, nonostante i buoni risultati del partito e del governo Schifani, come in ogni vigilia congressuale possano esserci momenti di confronto fisiologici – prosegue -. Spetta tuttavia proprio al segretario nazionale oggi farci capire con la dovuta intelligenza e riservatezza cosa serve di più a Forza Italia, come trovare con equilibrio le soluzioni che portino ad una sintesi, ed evitare
che ci si faccia inutilmente del male”.

Tomarchio: “Stupore e inquietudine”

“Leggo con stupore e inquietudine le dichiarazioni dell’onorevole Falcone che gioca a rompere e creare caos all’interno, provando a indebolire il Governo Schifani, di cui lui stesso è stato attore
protagonista. Un tentativo vano di delegittimare pubblicamente il coordinatore regionale in carica Caruso, da parte di un coordinatore provinciale che per primo non è più riconosciuto all’interno del partito catanese, non rappresentando più da tempo la maggioranza degli iscritti e degli amministratori”.

“Non consentiremo la dittatura della minoranza, facendoci dettare la linea da chi non controlla più neanche il suo stesso partito a Catania, e ancor più si erge a portavoce di una corrente minoritaria che spera di legittimarsi attraverso il caos montato ad arte attraverso articoli sulla stampa. Unità è la parola d’ordine, ma senza dover cedere agli interessi personali di alcuni. Confidiamo nella saggezza e autorevolezza del segretario nazionale Tajani, e del Presidente nazionale del partito Schifani, per ritrovare le ragioni dello stare insieme, attraverso regole chiare e condivise”.

Tamajo: “Basta polemiche”

L’Assessore regionale alle Attività Produttive Edy Tamajo prova a spegnere lui le polemiche: “È il momento di mettere in soffitta ogni polemica e guardare avanti con responsabilità. L’arrivo in Sicilia del segretario nazionale Antonio Tajani è motivo di soddisfazione e rappresenta un’occasione importante per rafforzare ulteriormente Forza Italia e il suo progetto politico”.

Con Schifani costruito percorso

“In questi anni – prosegue Tamajo – ho lavorato al fianco del presidente della Regione Renato Schifani, e insieme a deputati, amministratori e dirigenti di Forza Italia, costruendo un percorso fatto di risultati concreti, numeri importanti e risposte reali per il territorio siciliano. È stato un lavoro di squadra che ha premiato il partito e rafforzato la nostra credibilità”.

Coesione interna irrinunciabile

Secondo l’assessore, “la pace politica, la coesione interna e una piena coordinazione sono condizioni indispensabili per il benessere di un partito e per continuare a dare risposte efficaci ai cittadini. Le sfide che abbiamo davanti richiedono unità, non divisioni». «Forza Italia – conclude Tamajo – ha dimostrato di saper governare bene e di saper crescere. Continuiamo su questa strada con spirito costruttivo, senso di responsabilità e rispetto dei ruoli, perché solo così possiamo consolidare i risultati raggiunti e costruire quelli futuri”.