Un controllo nato quasi per caso si è trasformato in un’operazione di polizia giudiziaria di ampio respiro, portando alla luce un inquietante deposito di strumenti atti a offendere. I poliziotti del commissariato Libertà hanno tratto in arresto un giovane di 26 anni, accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e denunciato a piede libero per la detenzione illegale di un vero e proprio arsenale di armi bianche. L’intervento ha avuto origine durante una perquisizione domiciliare disposta nei confronti di un’altra persona per una diversa ipotesi di reato, ma la presenza del giovane nell’abitazione ha subito attirato l’attenzione degli agenti.
All’interno di una borsa di proprietà del ventiseienne, gli operatori hanno rinvenuto un panetto di hashish dal peso di circa 90 grammi, accompagnato da un bilancino di precisione e da un coltello ancora intriso di sostanza stupefacente. Il ritrovamento ha spinto gli investigatori a estendere le verifiche anche presso la residenza del ragazzo, dove lo scenario appariva ancora più complesso. Accanto al letto, infatti, è stata recuperata una scatola contenente circa settanta armi bianche: oltre quaranta tirapugni, alcuni dei quali dotati di lama integrata, coltelli a scatto di varie dimensioni, uno sfollagente, bastoni animati e telescopici, nonché diversi dissuasori elettrici di tipo taser a contatto.
L’intero materiale è stato immediatamente posto sotto sequestro e la misura è stata successivamente convalidata dal giudice, così come l’arresto legato alla detenzione della droga. Il giovane dovrà rispondere della violazione dell’articolo 697 del codice penale per la detenzione abusiva di armi. L’attività condotta dal commissariato Libertà assume un valore significativo nell’ambito della prevenzione della violenza giovanile, poiché il sequestro di un numero così elevato di strumenti d’offesa sottrae al mercato nero oggetti capaci di generare grave allarme sociale e pericoli concreti per l’incolumità pubblica.
È doveroso ricordare che la responsabilità penale per i fatti contestati sarà accertata solo a seguito di una eventuale sentenza passata in giudicato, nel pieno rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza fino a prova contraria.






Commenta con Facebook