Dal Kunstmuseum Pablo Picasso di Munster al Palazzo Reale di Palermo. Un tuffo nell’arte è possibile con la nuova mostra “Celebrating Picasso”, l’esposizione dell’artista più influente del XX secolo: oltre 80 opere (tra litografie, ceramiche, fotografie e dipinti) saranno presentate al pubblico a partire dal 12 dicembre fino al 4 maggio a Palazzo Reale. Organizzata dalla Fondazione Federico II, presieduta da Gaetano Galvagno, la mostra è frutto di una sinergia internazionale che coinvolge importanti istituzioni culturali. Oltre alle opere provenienti dal Kunstmuseum di Munster, la rassegna ospita prestiti preziosi dal Museo Picasso di Antibes, dal Mart di Trento e Rovereto e dalla galleria La Nuova Pesa di Roma, insieme a contributi di collezioni private.
“Il legame tra Picasso e la Sicilia deve essere ancora coltivato – ha dichiarato Gaetano Galvagno, presidente della Fondazione Federico II – grazie soprattutto alla generosità e alla collaborazione del nipote Olivier. Questa mostra qualifica ancora di più il lavoro della Fondazione Federico II: non credo si potesse pensare di arrivare a questi livelli, invece grazie a un lavoro sinergico e un’interlocuzione serrata ce l’abbiamo fatta. Queste 84 opere qualificano ancora di più il nostro lavoro e inaugurano un periodo di bassa stagione in nome della destagionalizzazione: incentiviamo il turismo in un periodo meno attivo”.
Un viaggio tra la narrazione delle opere dell’artista e la sua biografia
La mostra racconta racconta attraverso 84 opere il binomio imprescindibile tra le opere di Picasso e la sua biografia. Grazie all’impegno della Fondazione Federico II e alle crescenti relazioni internazionali, giunge, pertanto, in Sicilia un importante e variegato corpus di opere in grado di raccontare sia l’artista che l’uomo: dipinti, litografie, linoleografie, acquetinte, acqueforti, ceramiche, puntesecche, opere straordinarie nelle tematiche più vicine al maestro.
Di grande interesse, inoltre, una serie di fotografie rappresentative della sua vita intima e lavorativa, realizzate da David Douglas Duncan, il principale fotografo del Maestro, che nel 1956, concesse a quest’ultimo l’accesso totale al suo studio e ai suoi spazi abitativi.
Olivier Widmaier Picasso, Presidente del Kunstmuseum Pablo Picasso di Münster, nonché figlio di Maya Picasso e nipote del Maestro: “Non è una mostra generalista in cui ci si perde, c’è un equilibrio sottile tra le opere. Verrò presto a Palazzo Reale di Palermo per un evento speciale a parlare di Pablo Picasso, il più grande artista della modernità e anche un po’ il nonno di tutti noi”.
Tre i video proiettati durante la mostra
La mostra offre ai fruitori anche tre video di Olivier Widmaier Picasso, Presidente del Kunstmuseum Pablo Picasso di Münster: “Questa mostra in omaggio a Pablo Picasso ha l’obiettivo di offrire al grande pubblico palermitano e anche ai visitatori di tutto il mondo una presentazione inesauribile del talento di mio nonno. Non si tratta di un approccio generalista, in cui il visitatore rischia di perdersi ma di un sottile equilibrio delle opere presentate. Picasso osservava la cultura italiana, che alimentò il suo periodo neorealista dopo il cubismo e prima del suo stesso surrealismo. Palermo è quindi una tappa per ricordarlo. Verrò presto a trovarvi a Palazzo Reale per parlare direttamente di Pablo Picasso, Il più grande artista della modernità e anche un po’ il nonno di tutti noi”.
In mostra, inoltre, una video-intervista a Markus Müller, Direttore del Kunstmuseum Pablo Picasso di Münster e curatore della mostra: “Nell’arte del XX secolo, – afferma Markus Müller – Picasso è considerato un grande rivoluzionario e distruttore di tradizioni. Di norma, però, le sue opere non nascono dal nulla, ma sono esplorazioni creative di temi e motivi familiari della storia dell’arte. In realtà il grande Picasso era il maestro del riciclo creativo. Picasso descrisse così al suo gallerista Kahnweiler l’arte di ricavare qualcosa di nuovo da qualcosa di vecchio: ‘fondamentalmente, ci sono pochissimi temi pittorici. Tutto il mondo li ripete. Venere e Cupido diventano la Vergine e il Bambino e poi la Madre e il Bambino, ma rimane sempre lo stesso tema”.
Il terzo video presente in mostra è un video-documento storico di grande impatto con scene originali di Picasso a lavoro, gentilmente concesse dalla Mediateca di Bologna.
Il cinquantesimo anniversario della morte del Maestro
Il progetto si colloca sulla scia del cinquantesimo anniversario dalla morte del Maestro avvenuta l’8 aprile 1973 a Mougins, un tributo al “cannibale”, come soleva talvolta chiamarsi. Non a caso, la sua musa e compagna di vita Françoise Gilot, una volta affermò che Picasso creava le sue opere con il sangue dei suoi simili.






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