In occasione della Giornata mondiale della consapevolezza sull’autismo, l’associazione Redivivi ha promosso un momento di incontro e socialità presso il Centro Hakuna Matata di Bagheria. L’iniziativa è stata concepita non come una celebrazione isolata, ma come un’opportunità per accendere i riflettori sulle sfide quotidiane che le famiglie affrontano e per promuovere una cultura dell’accoglienza che superi la fredda etichetta di “disabilità”.
Le testimonianze raccolte durante l’evento mettono in luce una realtà fatta spesso di isolamento. Elisabetta Treviso, mamma di Morgan, ha descritto con amarezza la solitudine in cui vengono lasciati i nuclei familiari, parlando di una società che a volte sembra quasi avere paura di tendere la mano. Secondo la donna, la vera inclusione nasce quando si riesce a guardare il ragazzo oltre la sua condizione, valorizzando ogni suo sorriso o progresso come un patrimonio comune e non solo come un fatto privato della famiglia.
Ai temi dell’isolamento sociale si aggiungono le criticità strutturali e burocratiche. Maria Fricano, un’altra mamma presente all’incontro, ha posto l’accento sulle lunghe liste d’attesa per ottenere le certificazioni necessarie e sulla carenza di figure professionali realmente empatiche nel mondo della scuola. La preoccupazione maggiore riguarda però il futuro: una volta terminato il percorso scolastico, il rischio per questi ragazzi è di diventare “invisibili” per le istituzioni, con una totale assenza di corsi di formazione o percorsi di inserimento lavorativo.
In questo scenario, realtà come l’associazione Redivivi e il centro Hakuna Matata diventano punti di riferimento essenziali. La coordinatrice Giulia Sparacino ha spiegato che lo scopo principale della struttura è creare legami reali, come dimostrato dai percorsi di PCTO attivati con i licei del territorio. Questi progetti permettono ai ragazzi di stringere amicizie autentiche con i loro coetanei, culminando in momenti di condivisione come l’esibizione musicale sulle note del celebre brano Pixar “Hai un amico in me”.
La mattinata è stata animata da laboratori creativi e sensoriali, pensati per favorire l’espressione personale di ogni ospite in un clima di festa e partecipazione attiva. Roberto Cascio, presidente dell’associazione Redivivi, ha ribadito l’impegno costante dell’organizzazione nel dare voce a chi spesso non ne ha. Per Cascio, il 2 aprile rappresenta solo una tappa di un percorso quotidiano volto ad ascoltare i bisogni e, soprattutto, i silenzi di chi ha storie profonde da raccontare, con l’obiettivo di costruire amicizie che durino per tutta la vita.






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