La madre della bambina di quattro anni morta a Palermo per un sospetto caso di difterite ha pubblicato stamattina un post su Facebook. Nel testo accusa i sanitari che hanno avuto in cura la figlia Anna Rosa Bartolotta. Attacca anche i media. E chiede silenzio sulla vicenda. La donna precisa nello stesso post che la causa della morte non è ancora accertata.

L’accusa ai sanitari

Il passaggio più duro riguarda i medici. La madre scrive: “adesso non sto qui a perdere tempo con certa gentaglia perché il dolore è mio e solo mio ma vi auguro di non avere a che fare mai e dico mai con medici incompetenti che hanno sottovalutato mia figlia”.

Secondo il racconto della donna la bambina era stata portata “diverse volte al pronto soccorso”. Il riferimento è agli accessi che hanno preceduto il ricovero.

Il post si chiude con una frase dello stesso tenore. “Vi auguro di non avere a che fare mai con i medici che hanno distrutto la vita di mia figlia e quella di noi genitori”, scrive la madre.

Nessun medico viene indicato per nome nel post. Le accuse restano generiche e riferite al personale che ha seguito il caso. Non compaiono riferimenti a reparti specifici o a singoli turni.

L’attacco ai media e la richiesta di silenzio

Il post non si apre con i sanitari. La prima parte è rivolta ai giornalisti e a chi ha commentato la vicenda. È l’ordine scelto dalla donna nel testo pubblicato.

La donna sostiene che siano state “scritto e detto alcune cose solo per fare like sul caso di mia figlia”.

Nel testo compare anche un riferimento agli atti. “Ci sono carte che parlano, non stupide bocche”, si legge nel post.

La madre chiude con l’appello a “fare silenzio”.

Cosa la madre respinge

Un passaggio serve a respingere una ricostruzione che circola. “Noi genitori non abbiamo scambiato la difterite per tonsillite”, scrive la donna, riferendosi a quella che sarebbe stata indicata come “la causa della morte di mia figlia”.

La stessa madre, però, introduce una cautela. Nel post scrive che “ancora nulla è confermato, è un sospetto difterite”.

Nel post la donna fa riferimento agli accertamenti aperti. “Ci sono delle indagini in corso, di certo non contro noi genitori”, scrive.