I controlli sulla famiglia della bimba morta per sospetta difterite. Dai tamponi eseguiti dieci sono risultati positivo alla difterite tra i familiari della la bambina di 4 anni morta nella notte tra mercoledì e giovedì all’ospedale dei Bambini.
L’indagine epidemiologica dell’Asp di Palermo si allarga e porta alla luce nuovi casi nel nucleo familiare della piccola, mentre si stringe il cerchio sul possibile paziente zero. I positivi, per lo più minori, stanno bene perché vaccinati con almeno una dose o con il ciclo completo, ma dovranno restare in isolamento.
A preoccupare è soprattutto un altro elemento: la positività ai tamponi è emersa nonostante i familiari avrebbero già dovuto iniziare la profilassi antibiotica prevista per i contatti stretti. Resta da capire se la terapia sia stata seguita correttamente o sia stata disattesa.
“Non possiamo sapere esattamente che cosa sia accaduto – spiega Bruno Marsala, direttore del dipartimento di Prevenzione dell’Asp –. Stiamo controllando a tappeto tutti i componenti della famiglia e sottoponendo a profilassi i contatti stretti, compresi i poliziotti che in queste ore stanno interrogando familiari e vicini”.
La priorità adesso è impedire ulteriori catene di contagio. “Stanno tutti bene perché avevano già ricevuto almeno una dose di vaccino o completato il ciclo – aggiunge Marsala –. È indispensabile però che rispettino l’isolamento e abbiamo deciso di cambiare antibiotico. Per essere certi che la terapia venga effettuata correttamente, i nostri operatori somministrano il farmaco direttamente, de visu”. Sul caso interviene anche Giacomo Scalzo, direttore generale del Dasoe, il dipartimento regionale per le Attività sanitarie e Osservatorio epidemiologico. «È impensabile pensare che la profilassi antibiotica non abbia funzionato a dovere o che possano esserci state difficoltà nel reperire il farmaco». La Regione è pronta a rafforzarne la distribuzione: “Ricordiamo che le farmacie private sono a disposizione pure H24 e pronte a fare arrivare, laddove necessario, il farmaco a domicilio. I positivi devono poter rispettare l’isolamento senza il rischio di nuovi contagi”. Scalzo rinnova l’appello ai genitori a rispettare le scadenze previste, a partire dalla prima vaccinazione al 61esimo giorno di vita, e a verificare la copertura dei propri figli per recuperare eventuali dosi mancanti, rivolgendosi in caso di dubbi al pediatra o al centro vaccinale.
Continuano intanto a migliorare le condizioni del cuginetto di 4 anni di Anna Rosa, ricoverato all’ospedale dei Bambini con la difterite. Il piccolo aveva ricevuto le prime tre dosi previste dal calendario vaccinale e la malattia si è manifestata in forma molto più lieve. Anche alcuni fratellini di Anna Rosa avevano ricevuto qualche dose e in questi giorni sono stati sottoposti ai richiami necessari. Soltanto il maggiore, 12 anni, aveva già completato il ciclo vaccinale previsto per la sua età.
Parallelamente prosegue la caccia al paziente zero. L’indagine si concentra su un nucleo familiare allargato di una quarantina di persone ed è resa più complessa dalla diffidenza incontrata dagli operatori in un quartiere, lo Zen, troppe volte finito sotto i riflettori. Medici e personale dell’Asp hanno lavorato anche ieri senza sosta per ricostruire contatti, spostamenti e possibili catene di trasmissione. “Crediamo di essere vicini all’individuazione della persona che potrebbe avere contagiato Anna Rosa – dice il direttore generale dell’Asp, Alberto Firenze –. Stiamo stringendo il cerchio ogni giorno di più». Secondo Marsala, l’ipotesi più probabile è che all’origine ci sia un portatore sano, capace cioè di ospitare e trasmettere il batterio senza sintomi. Il caso riapre anche il tema delle coperture vaccinali. Asnas, l’associazione nazionale assistenti sanitari, ricorda che la difterite era scomparsa dalla memoria collettiva proprio grazie ai vaccini. “Quando una malattia prevenibile torna a sottrarre una vita – dice la presidente Elena Nichetti – non basta ricordare che il vaccino esiste: occorre chiedersi perché la protezione non abbia raggiunto quella persona”.






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