Portare la fibra ottica in casa sarà finalmente più semplice nel 2026, anche per chi vive in condomini vecchi o edifici senza cablaggio interno.
È questo l’obiettivo del nuovo bonus fibra ottica 2026, una misura pubblica che punta a risolvere uno dei problemi più diffusi della connettività italiana: la fibra arriva sotto casa, ma non entra negli appartamenti.

Negli ultimi anni l’Italia ha investito molto per migliorare la copertura della rete ultraveloce. Tuttavia, per milioni di famiglie, la presenza della fibra in strada non si traduce automaticamente in una connessione realmente utilizzabile. Il motivo è semplice: mancano le infrastrutture interne agli edifici.

Il nuovo bonus nasce proprio per colmare questo vuoto, intervenendo non sul costo dell’abbonamento internet, ma sulle spese tecniche di installazione che spesso bloccano il passaggio alla fibra FTTH.

Introduzione

Perché nel 2025 la fibra ottica è disponibile, ma non ancora accessibile a tutti? La risposta è meno tecnologica di quanto sembri: in molti edifici italiani, soprattutto quelli costruiti decenni fa, non esiste un cablaggio interno adeguato.

Ed è qui che entra in gioco il bonus fibra ottica 2026, una misura finanziata con fondi PNRR e promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, pensata per aiutare le famiglie a sostenere i costi necessari a portare la fibra dalla strada fino al singolo appartamento.

Non si tratta di uno sconto sul canone mensile, ma di un contributo concreto per superare l’ultimo ostacolo infrastrutturale.

Cos’è il bonus fibra ottica 2026 e perché è diverso dai voucher precedenti

Il bonus fibra ottica 2026 rappresenta un cambio di approccio rispetto agli incentivi degli anni passati. In precedenza, i voucher statali erano spesso legati:

  • al costo dell’offerta internet;
  • alla durata dell’abbonamento;
  • a limiti ISEE.

Questa volta, invece, il contributo non riguarda il prezzo della tariffa, ma le spese tecniche di installazione della fibra FTTH all’interno degli edifici.

Il problema da risolvere non è più la copertura esterna. In molte aree d’Italia la fibra ottica è già presente a livello stradale, ma resta inutilizzabile perché:

  • manca il collegamento tra strada ed edificio;
  • non esiste il cablaggio verticale nei condomini;
  • l’intervento tecnico ha costi elevati a carico dei singoli utenti.

Il bonus nasce proprio per superare questo limite strutturale.

A chi è destinato il bonus fibra ottica 2026

Secondo le stime, il bonus potrebbe aiutare circa 1,5 milioni di famiglie. I beneficiari principali sono:

  • nuclei familiari che vivono in edifici senza cablaggio interno;
  • residenti in condomini datati;
  • cittadini che oggi non possono attivare una vera connessione FTTH nonostante la fibra sia presente in zona.

L’obiettivo è consentire il passaggio a una fibra “pura” fino a casa, senza soluzioni intermedie più lente.

Un aspetto rilevante è che non sono previsti limiti ISEE. Questo rende il bonus accessibile a un’ampia platea di cittadini, senza distinzioni di reddito.

Importo del bonus: quanto vale e cosa copre

Il valore del bonus fibra ottica 2026 è pari a 200 euro per ogni famiglia beneficiaria.

Non si tratta di una cifra elevata, ma può fare la differenza quando si parla di:

  • lavori di cablaggio verticale;
  • installazione dei cavi in fibra;
  • collegamento dal punto di accesso dell’edificio fino all’appartamento.

Il contributo è pensato per coprire parte delle spese tecniche, che spesso rappresentano il vero deterrente per l’attivazione della fibra FTTH.

Secondo le informazioni disponibili, il bonus sarà erogato sotto forma di sconto diretto in fattura, applicato dall’operatore telefonico scelto.

Come richiedere il bonus fibra ottica 2026

Uno degli elementi più semplici della misura riguarda la procedura di accesso.

Al momento non è previsto:

  • l’invio di domande a enti pubblici;
  • la compilazione di moduli complessi;
  • il passaggio attraverso portali statali.

Per ottenere il bonus dovrebbe essere sufficiente:

  • verificare che la fibra ottica sia presente nella propria zona;
  • scegliere un operatore di telecomunicazioni accreditato;
  • richiedere l’attivazione della connessione FTTH;
  • ottenere lo sconto di 200 euro direttamente in fattura per i lavori di installazione.

Il contributo sarà gestito dagli operatori, che applicheranno lo sconto sulle spese sostenute dall’utente.

Quando sarà disponibile il bonus fibra ottica

Attualmente il bonus non è ancora attivo. Mancano:

  • il decreto attuativo;
  • le regole operative definitive;
  • la data ufficiale di avvio.

Tuttavia, c’è una scadenza chiara: 30 giugno 2026. Entro questa data dovranno essere completate tutte le misure finanziate con fondi PNRR, altrimenti le risorse rischiano di andare perse.

Il fondo stanziato ammonta a 140 milioni di euro, destinati esclusivamente al cablaggio interno degli edifici.

Le prossime comunicazioni ufficiali saranno decisive per capire quando sarà possibile presentare le richieste.

Perché questo bonus è strategico per l’Italia

Il bonus fibra ottica 2026 non è solo un aiuto economico alle famiglie. È anche una misura strutturale che punta a:

  • ridurre il divario digitale;
  • favorire smart working e didattica digitale;
  • migliorare la competitività del Paese;
  • valorizzare gli investimenti già fatti sulla rete stradale.

Senza il cablaggio interno, la fibra resta una promessa incompiuta. Questo incentivo prova a chiudere il cerchio.

Lo sapevi che…?

  • In molti comuni italiani la fibra FTTH è disponibile, ma meno del 50% delle abitazioni può attivarla.
  • Il cablaggio verticale è spesso l’ostacolo più costoso nei condomini.
  • La fibra FTTH garantisce velocità e stabilità superiori rispetto a FTTC e ADSL.

FAQ – Domande frequenti sul bonus fibra ottica 2026

Il bonus vale anche per le seconde case?
Al momento non sono stati indicati limiti specifici, ma serviranno chiarimenti ufficiali.

Serve un ISEE per richiederlo?
No, non sono previsti requisiti reddituali.

Il bonus copre anche il canone internet?
No, copre solo le spese di installazione.

Posso scegliere qualsiasi operatore?
Sì, purché sia accreditato per la gestione del voucher.

Se vivo in un condominio, serve l’autorizzazione?
Sì, come per qualsiasi intervento sulle parti comuni.