Scoppia la bufera intorno all’Ast, la società partecipata della Regione indicata come strategica perché si occupa dei trasporto s gomma gestendo le linee che non sono andate assegnate nella gara pubblica e che hanno una valenza sociale.
“La situazione economica e finanziaria di AST è oggi ancora più grave di quella che avevamo denunciato nei mesi scorsi. Di fronte a un quadro che la stessa Azienda mette nero su bianco, non è pensabile continuare come se nulla fosse. La procedura concorsuale in atto va sospesa immediatamente e, prima di destinare un solo ulteriore euro di risorse pubbliche ad AST, occorre accertare fino in fondo le responsabilità che hanno determinato questa situazione” attacca il deputato regionale Giuseppe Lombardo, esponente di Sud chiama Nord, intervenendo dopo la nota con cui AST, in riscontro alla richiesta dell’Ufficio speciale per la chiusura delle liquidazioni della Regione Siciliana dell’8 settembre, ha rappresentato le condizioni necessarie per la revisione del Piano di Risanamento 2025-2029.
Il documento trasmesso da AST il 15 settembre delinea infatti un quadro profondamente mutato rispetto alle previsioni originarie. La società afferma che gli scostamenti emersi nel 2025 e nel primo semestre del 2026 rendono necessaria non una semplice modifica, ma una “complessiva rielaborazione” delle assunzioni economiche, finanziarie e patrimoniali alla base del Piano.
Piano di risanamento da rifare
“Il Piano di Risanamento sul quale si sarebbe dovuto costruire il futuro di AST non regge più alle condizioni originarie. È la stessa Azienda a chiedere alla Regione ulteriori 21 milioni di euro, di cui 11 milioni per coprire i maggiori oneri sostenuti e gli scostamenti registrati nel 2025 e nel 2026 e 10 milioni per il rinnovo dell’autoparco. Non si può pensare che la risposta sia semplicemente quella di aprire ancora una volta il portafoglio della Regione” dice il deputato.
Nella propria comunicazione AST stima infatti per il 2026 un risultato netto negativo di circa 10,11 milioni di euro e indica la necessità di un fondo di almeno 11 milioni di euro per fronteggiare i maggiori oneri. A questi si aggiungono altri 10 milioni di euro richiesti per l’acquisto di autobus usati, per un fabbisogno complessivo aggiuntivo indicato dall’Azienda in 21 milioni di euro.
L’intervento regionale, vertice per nuovo piano
Dalla regione siciliana arriva a stretto giro la risposta. L’Ast resta una partecipata strategica “Il governo regionale ritiene necessario proseguire nell’azione di risanamento e rilancio della Ast, avviata già nel 2024, confermando il carattere strategico della società. L’eventuale allocazione di maggiori risorse pubbliche, tuttavia, dovrà essere accompagnata da un aggiornamento del piano di risanamento, attestato che era stato predisposto dalla società alla fine del 2024 e non potrà che passare da una nuova iniziativa legislativa da sottoporre all’esame dell’Assemblea regionale siciliana”.
“Sarà convocata una riunione urgente con i vertici dell’Ast per valutare con maggior grado di dettaglio il percorso da intraprendere” precisano in una nota ufficiale congiunta gli assessori regionali dell’Economia e delle Infrastrutture Alessandro Dagnino e Alessandro Aricò.






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