“Una tempesta incomprensibile”. Così l’Avvocato Antonio Oliveri di Assofor, l’Associazione che raccoglie gli Enti della Formazione professionale che rappresentano quasi metà dei corsi dell’Obbligo Formativo, definisce così le polemiche di questi giorni.

La bufera nasce sotto forma di guerra interna alla categoria. Da una parte proprio Assofor, dall’altra parte le altre sette associazioni degli Enti e i sindacati confederali. Tutto nasce dal ritiro dell’Avviso 33 della Formazione, lo strumento attraverso il quale la Regione finanzia questi cosi che sostituiscono la scuola dell’obbligo.

La ragione del ritiro è un aggiornamento. L’Assessorato si prepara ad emanare un nuovo avviso con più risorse e più corsi ma le sette associazioni di enti e i sindacati lanciano un allarme sul rischio che questo faccia saltare l’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 e porti ad un ritardo che aumenta la dispersione scolastica.

La sostanza si concretizza in una guerra fra le associazioni che raccolgono i 27 Enti del settore, da una parte Assofor, dall’altra tutti gli altri

Oliveri a Talk Sicilia: “Incomprensibile”

“Attraverso questi percorsi, Assofor rappresenta sicuramente i maggiori enti di formazione impegnati in questa delicata e importante filiera, perché questa è anche la filiera che permette di proseguire dopo la scuola media negli istituti scolastici superiori. E’ la filiera che contrasta la dispersione scolastica, quindi la delicatezza è insita anche in questo dettaglio”.

“La questione è legata al numero delle classi perché era stata avviata una ricognizione, tra l’altro neanche dalla nostra organizzazione, proprio dalle altre organizzazioni che adesso si lamentano. In base a questa ricognizione, già dal quattordicesimo ente che era stato intervistato, emergeva un trend di aumento degli studenti e dunque delle esigenze formative. Gli stessi questi stessi enti annunciavano di avere ciascuno uno corso, due corsi in più rispetto a quelli che hanno presentato l’anno precedente”.

Aumentare il numero di corsi e classi

In buona sostanza quello che ha fatto l’assessore Turano dopo una prima interlocuzione è stato quello di ritirare l’avviso per poi emanarne un altro, almeno questo è quello che sembra emergere ad oggi, per portare in buona sostanza da 260 a 300, se non vado errato, i corsi, giusto?

“Si tratta di riportare le classi a 300 come l’anno precedente. C’era stata, nello scorso anno scolastico, una diminuzione da 300 a 260. si tratta di riportarli a 300.

Ma l’accusa è “Non siamo stati interpellati”

“Innanzitutto l’hanno iniziata proprio loro la ricognizione, non noi. Poi ne abbiamo presentato una noi ufficialmente per iscritto all’assessore con PEC. Di quella lui ha tenuto conto. In ogni caso tutte le ricognizioni, ma anche quelle prudenziali dove anche l’amministrazione ha tentato di  intervenire per capire la il reale fabbisogno danno un fabbisogno sempre superiore a 260. Quindi, voglio dire, l’assessore ritengo non avesse altra alternativa che emanare un nuovo decreto assessoriale, il numero 22 che sostituisce il precedente numero 13 che risale a marzo. Si trattava di una ricognizione di mesi addietro. Noi sappiamo che da marzo fino a giugno ci sono tanti dati che si aggiungono. Ci sono i bocciati della filiera stessa, ci sono i bocciati delle superiori, quindi i ripetenti, c’è tutto un mondo, una serie di allievi che vanno modificando il panorama generale”.

“Fatto il nuovo decreto che prevede 300 classi a quel punto, giustamente, il dirigente generale del dipartimento ha dovuto ritirare l’Avviso anche perché a procedura iniziata se deve mettere delle classi da un punto di vista amministrativo la procedura diventa impugnabile”.

Il rischio dello stop alla partenza dell’anno scolastico

Non c’è il rischio che adesso si fermi la procedura e non ci siano i tempi per far partire l’anno scolastico a settembre come sostengono le altre associazioni?

“Smentisco nel modo più categorico. Prima di tutto perché ci sono stati avvisi che sono stati emanati in situazioni analoghe anche dopo, anche a luglio.  Non è la prima volta che l’amministrazione per una serie di vicende anche relative al finanziamento, fa slittare i termini. Siamo al 29 di giugno, abbiamo tutto luglio, tutto agosto, metà settembre perché la scuola inizia a metà settembre, quindi abbiamo due mesi e mezzo per espletare una procedura. Non capisco perché far nascere questo caos e drammatizzare la situazione. Voglio rassicurare tutti, perché l’amministrazione è assolutamente nei tempi per potere consentire a tutti gli allievi, a tutte le famiglie che frequentano l’obbligo di istruzione di iniziare in coincidenza con l’anno scolastico

Perchè questo scontro fra Enti allora?

“È inspiegabile, è assurdo sollevare un polverone di questa natura quando c’è un governo, un assessore che rimpinguano il finanziamento mettendo risorse in più. Se si dovessero creare economie, queste possono essere tranquillamente riutilizzate. In quest’estate dovremo programmare i primi, i secondi e terzi anni di questo ciclo, perché qua stiamo parlando proprio del triennio, si deve programmare tutto il triennio, si deve programmare anche il secondo anno del ciclo formativo dell’anno precedente che è iniziato nel 2025. Si deve anche caricare in piattaforma il terzo anno del ciclo formativo ancora precedente, quindi che è iniziato nel 2024. Al termine di tutto questo, con le economie che ci saranno, si faranno anche i quarti anni, perché  un’altra argomentazione era non solo si inizia a novembre, falso, ma non si potranno fare i quarti anni. Ma  l’assessore lo ha detto chiaro: le risorse si troveranno anche per i quarti anni”

La questione del personale

“Anche la preoccupazione dei sindacati a mio avviso, viene meno perché i lavoratori rimangono occupati perché in questi mesi devono lavorare a fare la progettazione. A settembre inizia l’anno formativo, non comprendo neanche la preoccupazione di tipo occupazionale. Quindi mi sembra, diciamo, un caso più politico che altro”

Ecco, un caso politico, E’ proprio questa la sensazione e lei mi offre la domanda su un piatto d’argento. Politico perché? Non è che ci sono enti più vicini a questo o a quel partito e alla fine è questo il vero tema sulle spalle dei ragazzi e dei lavoratori?

“Noi siamo portatori di un’unica bandiera che è quella della formazione professionale e della nostra utenza che va salvaguardata, che va difesa e che va messa in sicurezza. E però, ecco, leggendo i giornali sembra più un caso politico che un caso amministrativo, atteso che ci sono due mesi e mezzo, tutto luglio, agosto e settembre per fare un avviso, per ricorregerlo, per mettere delle risorse in più. Atteso che se si mettono risorse in più non si fa del male a nessuno, le economie sono riutilizzabili, i quarti anni è stato dichiarato sono coperti. Dica lei anzi ci dicano loro, gli altri, dove sta il caso: se è un caso amministrativo, quale caso è questo?”

“Mi creda, questa associazione è stata spesso su alcune procedure molto critica con la Regione. Quindi se in questa fase vediamo che c’è un intervento da parte dell’assessore, che c’è un intervento da parte del governo, noi non possiamo che ringraziare delle opportunità”.

“Mi consenta anche di ringraziare l’amministrazione regionale perché purtroppo noi sappiamo qual è la condizione degli organici della Regione. Manca personale e andiamo verso un periodo estivo, quindi lo sforzo e l’impegno che tutta l’amministrazione regionale di questo dipartimento, ma anche degli altri dipartimenti, sta facendo per consentire l’ordinaria amministrazione per una volta, ritengo, di dover ringraziare il dirigente del dipartimento, la dirigente del servizio, quindi Cusmano e Cuttitta, del lavoro che stanno facendo e tutto il personale dell’amministrazione, perché devo dire da questo punto di vista ci sentiamo assolutamente supportati”.

Come andrà a finire lo scopriremo dopo l’incontro fra il Presidente Schifani e l’assessore Turano convocato a Palazzo d’Orleans

“Per concludere mi consenta anche di ringraziare il presidente della Regione Renato Schifani che sicuramente è in possesso dell’equilibrio necessario per riportare serenità e tranquillità innanzitutto alle famiglie dei nostri enti, al personale impegnato, in ultimo anche agli enti. Quindi ringraziamo anche il presidente Schifani e e siamo certi che porterà un po’ di serenità”.

La video intervista integrale