Una lettera aperta per lanciare una petizione pubblica sottoscritta e lanciata da 30 scuole siciliane per chieder allo Stato e alla Regione di allargare il Bonus scuola all’età dell’infanzia ed all’istruzione primaria perché i diritto non può essere riservato solo ad alcuni.
La petizione rivolta a famiglie e a singoli cittadini
Parte dalla Sicilia una petizione delle scuole paritarie dell’infanzia e primarie, rivolta alle famiglie e al personale, che sarà diffusa nei prossimi giorni e inoltrata al Ministero dell’Istruzione e del Merito e all’Assessorato regionale all’Istruzione. L’obiettivo è “il ripristino di una reale equità nel diritto alla libertà di scelta educativa, compromesso dall’attuale formulazione del buono scuola”.
Il sistema paritario e la rete di 764 scuole
“In Sicilia, il sistema paritario coinvolge 564 scuole dell’infanzia e 200 primarie, per un totale di 764 istituzioni riconosciute”, dichiarano i promotori. “Con una stima prudenziale, l’attuale sistema del buono scuola esclude circa 13.280 bambini, insieme alle loro famiglie e a migliaia di lavoratori. È una discriminazione inaccettabile”.
La Legge di Bilancio 2026 istituisce un buono scuola nazionale, ma esclude proprio i gradi iniziali del percorso educativo, dell’infanzia e della primaria. “Se l’infanzia è esclusa, il diritto è mutilato: questa impostazione crea di fatto bambini di serie B, contraddicendo i principi di equità e la Costituzione”, affermano i promotori.
I conti in tasca alla Stato
Secondo i promotori, “lo Stato investe in media 7.763,91 euro annui per alunno nella scuola statale, contro circa 500 euro per ciascun alunno delle paritarie, nonostante il servizio pubblico da esse svolto. I dati economici sono chiari: se queste scuole chiudessero, lo Stato dovrebbe accogliere 13.280 alunni con un costo superiore a 103 milioni di euro l’anno. Un buono scuola universale da 1.500 euro comporterebbe invece una spesa di circa 20 milioni, con un risparmio di oltre 83 milioni. È una questione di buon uso delle risorse pubbliche”.
Il diritto sia inclusivo
“Limitare il buono scuola ad alcuni gradi discrimina soprattutto la scuola dell’infanzia, presidio educativo e sociale fondamentale”, sottolineano i promotori. “Il principio del costo standard per allievo, da applicare a tutti, è lo strumento per garantire equità, libertà di scelta e sostenibilità”.
Le scuole paritarie siciliane chiedono che il diritto allo studio e alla libertà di scelta educativa sia garantito a tutti gli studenti, per tutti i gradi di istruzione.
Assonidi appoggia la petizione
Ad appoggiare la petizione anche Assonidi Confcommercio. Per Giulia Castagna, presidente proprio di Assonidi, occorre “Equità e coerenza”.
Nella petizione, che da mercoledì sarà diffusa anche online, si contesta il fatto che il bonus scuola di 1.500 euro inserito nella legge nazionale di bilancio del 2026 sarà riservato soltanto agli studenti che frequentano le scuole paritarie secondarie di primo grado e il primo biennio di secondo grado, lasciando di fatto esclusi gli altri gradi di scuola paritaria.
“Questa limitazione – spiega Giulia Castagna, presidente di Assonidi Confcommercio Palermo – crea una discriminazione tra studenti, tradendo di fatto lo spirito della legge che da un lato, come chiesto da più parti, introduce il buono nazionale destinato alle famiglie che scelgono una scuola paritaria ma dall’altro non lo garantisce a tutti. Con la petizione chiediamo che il bonus scuola venga esteso indistintamente agli studenti di tutti i gradi scolastici che frequentano una scuola pubblica, paritaria o legalmente riconosciuta”.
Il sistema delle scuole paritarie è regolato dalla Legge 62/2000, che ne riconosce la funzione pubblica e prevede pari doveri e pari diritti, anche sotto forma di sostegno economico alle famiglie. L’introduzione del bonus scuola nella legge di bilancio era stata salutata come una conquista ma la stesura finale ha prodotto un malcontento diffuso.
“Non chiediamo privilegi, né scorciatoie. Chiediamo equità e coerenza – aggiunge Giulia Castagna -. Ogni studente italiano ha lo stesso valore e lo stesso diritto allo studio, indipendentemente dalla scuola che frequenta”.






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