“Il caldo eccezionale di questi giorni sta mettendo a dura prova tutti, anche chi può stare al riparo. Pensiamo quindi a chi lavora all’aperto, sotto il sole, con temperature che in alcune zone della Sicilia stanno raggiungendo livelli estremi”.
Inizia con queste parole il duro e accorato appello lanciato dal presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, rivolto direttamente ai datori di lavoro dell’isola. Il governatore chiede il rispetto categorico dell’ordinanza regionale dello scorso 12 giugno che, nelle situazioni di maggiore rischio, vieta le attività all’aperto nelle ore centrali della giornata.
“In giornate come queste serve soprattutto responsabilità, che sono certo non mancherà. Non si può mettere a rischio la salute di chi lavora”, ha concluso Schifani, richiamando tutti all’ordine per evitare tragedie nei cantieri, nei campi e lungo le strade dell’isola.
Tre città da bollino rosso: si percepiscono fino a 41 gradi
A confermare la drammaticità della situazione e a dare forza all’appello del governatore sono i dati ufficiali della Protezione Civile Regionale, contenuti nell’avviso numero 186. Il bollettino fotografa un’isola letteralmente rovente. Per la giornata di oggi, le tre principali città metropolitane – Palermo, Catania e Messina – sono state contrassegnate dal Livello 3 di rischio per ondate di calore, il massimo previsto (bollino rosso). Questo livello indica un’ondata di calore con condizioni meteorologiche a rischio che persistono da più giorni. Le temperature massime percepite sono da record: si registrano 41 gradi a Catania, 40 gradi a Messina e 39 gradi a Palermo. Uno scenario destinato persino a peggiorare nella giornata di domani, quando a Catania la colonnina di mercurio percepita toccherà i 42 gradi.
Rischio incendi: Palermo, Caltanissetta ed Enna in “Alta Attenzione”
L’ondata di calore non mette a dura prova solo il corpo umano, ma sta trasformando il territorio in una vera e propria polveriera. In concomitanza con le temperature estreme, la Protezione Civile ha innalzato i livelli di allerta ambientale. Le province di Palermo, Caltanissetta ed Enna sono in fase di “Alta Attenzione” (colore rosso) per il rischio incendi. In queste aree, la combinazione tra afa e scarsa umidità della vegetazione può generare roghi di grandissima intensità e a propagazione estremamente veloce. Nel resto della Sicilia (Agrigento, Catania, Messina, Ragusa, Siracusa e Trapani) la situazione non è migliore, con una mappa colorata di arancione che indica lo stato di “Media Preallerta”.
Stop ai lavori nelle ore più calde: chi si deve fermare
L’ordinanza richiamata da Schifani si rende quanto mai necessaria alla luce di questo quadro meteorologico. Il provvedimento impone lo stop assoluto alle attività nei cantieri edili, nei campi agricoli, nelle cave e per i lavoratori delle consegne a domicilio (rider) nelle aree in cui il rischio termico è segnalato come “Alto”. Il divieto scatta nella fascia oraria più critica, ovvero dalle 12:30 alle 16:00. Le autorità regionali e sanitarie continuano a monitorare la situazione e raccomandano alla cittadinanza, in particolare ai soggetti fragili e agli anziani, di evitare l’esposizione diretta ai raggi solari per scongiurare i gravi effetti negativi del caldo sulla salute.






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