In un contesto geopolitico sempre più instabile, segnato dalle tensioni internazionali e dalle ripercussioni dirette sui mercati energetici e sulle catene logistiche globali, si acuisce sempre di più la pressione sull’intero sistema produttivo, sia terrestre sia marittimo.
Con il crescere dei costi del carburante cresce anche il costo medio delle merci ma adesso si apre anche al rischio di rallentamento, fino allo stop, dei trasporti. La diminuzione delle scorte di carburanti riguarda tutti i settori.
I voli commerciali
La pasqua non vivrà problemi, nessun volo verrà cancellato ma Ryanair, ad esempio, annuncia di avere scorte di carburanti avio solo fino a fine giugno. Dopo cominceranno le cancellazioni di voli in funzione delle fonti di approvvigionamento di carburante disponibili, Si comincerà con i voli a maggiore distanza o meno frequentati ma molto dipenderà dai tempi di prosecuzione del conflitto e dalle fonti alternative. in ogni caso a partire da luglio anche a chi ha già prenotato un volo potrebbe essere richiesta una addizionale prezzo carburante da parte della compagnie chi volo
I rischi nel settore marittimo
L’aumento del costo dei carburanti causato dalla grave crisi in atto impatta in particolare in modo rilevante sui servizi marittimi regolari per passeggeri e merci, sulle rotte nazionali e sui collegamenti da e per le isole maggiori e minori, un segmento industriale già fortemente esposto, anche in ragione dell’introduzione e del progressivo rafforzamento delle politiche ambientali europee.
Al punto che, in assenza di interventi correttivi, il rischio – quantomai concreto – è quello di una compromissione stessa di questi servizi, fino ad una possibile riduzione dell’offerta o, nei casi più critici, al venire meno dei collegamenti marittimi essenziali per la continuità territoriale.
Per questo Assarmatori e Confitarma hanno proposto al Vice Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Edoardo Rixi, e al Ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare, Nello Musumeci, di prevedere un contributo straordinario per le compagnie, sotto forma di credito di imposta, commisurato alla maggiore spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio, rispetto al prezzo medio del mese di febbraio, per l’acquisto di carburante. Una richiesta che arriva alla vigilia del Consiglio dei Ministri previsto domani, venerdì 3 aprile, in cui verrà discusso un nuovo Decreto Legge Carburanti per far fronte ai rincari conseguenti la situazione venutasi a creare nel Golfo Persico.
“Il trasporto marittimo svolge un ruolo imprescindibile nella continuità territoriale e più in generale nell’economia italiana – spiegano Stefano Messina, Presidente di Assarmatori, e Mario Zanetti, Presidente di Confitarma – Un segmento industriale che è stato escluso dalle prime misure emergenziali varate per far fronte al rincaro dei carburanti, ma che adesso, per continuare a garantire i servizi, deve essere considerato al pari degli altri, assicurando condizioni di coerenza tra modalità di trasporto in una fase congiunturale particolarmente delicata. Ci rivolgiamo a un Governo che ha saputo mettere la Blue Economy al centro della sua agenda affinché ascolti la voce del settore e sappia mettere in campo le iniziative necessarie per garantirne la continuità operativa”.
Il blocco dei tir
Per Pasqua, invece, si fermano per 5 giorni i trasporti via terra. Un blocco dei Tir che non riguarda i carburanti ma che potrebbe dare un minimo di respiro e di autonomia. Dalle 14 di oggi e fino alle 22 c’è il divieto di circolazione dei mezzi pesanti per effetto dell’esodo sulla strade europee. Domani, sabato 4 aprile, tir fermi dalle 9 alle 16, domenica e lunedì di Pasqua (5 e 6 aprile) stop dalle 9 alle 22 con possibilità di circolare solo di notte sulla rete autostradale. E infine martedì 7 aprile stop dalle 9 alle 14. Le limitazioni, poi, torneranno, il 25 aprile e il 1 maggio. Inevitabile il rallentamento delle forniture ma rallenteranno anche i consumi
Treni unico mezzo a baso impatto
L’impatto minore è quello sul trasporto ferroviario anche se la mobilità su ferro non può coprire tutte le esigenze e, comunque, vede sempre il trasporti su gomma come ultimo step per la consegna per come è concepito il sistema Italia






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