Protesta questa mattina contro il caro carburanti degli agricoltori dell’associazione Agrisat lungo la statale Palermo Agrigento. Prima un sit-in nei pressi dello svincolo di Bolognetta poi sono scesi in strada e hanno bloccato la statale.
Ad organizzare la manifestazione il presidente di Agrisat Franco Calderone e vari rappresentati di altre categorie che sabato nel corso di un incontro si sono riuniti in una federazione di movimenti per tutelare le aziende penalizzate in questi anni.
Calderone, serve un costo politico del gasolio
“In un trattore per arare e coltivare ci vogliono 300 euro di gasolio ogni mattina, quindi un abbattimento di 15 centesimi è nulla e ovviamente questo problema interessa tutti perché questo comporta l’aumento del prodotto finale. Se il pomodorino è a 7 o 8 euro è anche per questo motivo”. Lo dice Franco Calderone presidente Agrisat nel corso della manifestazione di protesta a Bolognetta. “Ieri sono stato a Enna, ho attraversato il cosiddetto granaio della Sicilia. Il 90% dei terreni sono incolti perché è impossibile coltivare terreni col gasolio a questi prezzi – aggiunge – Va bene che abbiano abbassato il prezzo di qualcosina alla pompa, ma a noi agricoltori questo abbassamento non comporta nulla, a noi debbono dare il gasolio a un prezzo politico perché altrimenti rimarrà tutto abbandonato”.
In agricoltura sono tantissime le insidie per le aziende. “Ci sono gli incendi, abbiamo il dilavamento, abbiamo le alluvioni, abbiamo le strade che vengono travolte dall’acqua perché non c’è più nessuna regimentazione – aggiunge Calderone – Ma ribadisco, il problema principale è la salubrità degli alimenti. Voi volete mangiare prodotti italiani? Allora il prodotto italiano purtroppo ha un costo. Volete mangiare prodotti che vengono portati dall’estero, dall’India, dal Sud America, dalla Cina, dal nord Africa? Benissimo. Sappiate che vengono trattati con pesticidi, con prodotti letali per la salute, prima di tutti il glifosato. Allora la sanità ha un costo, agricoltura ha un costo e dobbiamo riconoscere alle persone che fanno gli agricoltori un ruolo sociale. Stanno producendo alimenti sani”.
La federazione nata sabato
Sabato è stata una giornata molto importante per la costruzione di un polo autenticamente indipendente da destra e sinistra, entrambi letali per la sopravvivenza delle aziende agricole, delle partite iva e dei consumatori. La crisi immensa che sta investendo l’intera società siciliana, ha indotto tutti coloro che nel passato hanno attuato azioni a difesa dei vari comparti di provenienza a vedersi ad Enna, su invito di Giacomo Fascetto di Capizzi, Giuseppe Di Franco di Calascibetta e Nino Reitano di Acquedolci. Erano presenti il presidente di Agrisat Franco Calderone, Andrea Monteleone, segretario regionale del sindacato Sinalp Sicilia, Felice Coppolino, presidente di Unicoop Sicilia, Ciro Lo Monte presidente di Siciliani liberi,
Lucia Pinzone e Rita Marie Giudice rispettivamente segretaria e presidente del movimento Rinascita e libertà, il cavaliere Giuseppe Craco’ presidente dell’associazione onlus Un nuovo sole per l’Italia.
Del Movimento terra di origine madonita erano presenti per la provincia di Palermo Cruciano Mesi e Salvatore Cappadonia, per la provincia di Enna Nadia Morgano e Mario Curatolo, per la provincia di Catania Michele Cavalli e Piero Calderaro
Per il presidio Gulfa c’erano il presidente Baldo Mangiaracina ed il vicepresidente Vincenzo Interrante, assieme a Piero Guzzardo e Ciccio Utili
Erano inoltre presenti diversi attivisti della Valle del Dittaino e inoltre molti professionisti provenienti da tutta la Regione che hanno a cuore il bene e il riscatto socio-economico della Sicilia
Hanno mandato i saluti il catanese Fabio Micalizzi, presidente degli armatori siciliani, Marcello Guastella di Ragusa, Maurizio Ciaculli di Vittoria e Carmelo Marchese di Siracusa in rappresentanza delle loro associazioni
Finalmente tutte queste importanti componenti della nostra realtà produttiva siciliana hanno creato un tavolo comune attorno al quale hanno deciso quale debba essere il percorso da intraprendere. Una federazione di movimenti che spinga compatta verso l’unico obiettivo della rappresentanza parlamentare, posto che ad oggi nessun partito politico riesce ad interpretare le istanze dei comparti che ognuno dei presenti rappresentava. È la prima volta che in Sicilia accade un evento del genere, e auspichiamo che altri si uniscano a questi pionieri di un nuovo corso, che reputa fallimentare la politica che finora ha gestito comparti di cui sconosce le dinamiche, tanto da non riuscire a porre rimedi al costante ed evidentemente declino economico che si protrae da oltre 20 anni ma che adesso ha praticamente azzerato i comparti produttivi siciliani ed in definitiva anche italiani.






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