Sul piede di guerra, gli autotrasportatori siciliani, dallo scorso luglio in pressing sulla Regione per incassare i 15 milioni stanziati a maggio dal governo Schifani contro il caro-carburanti, e oggi «stanchi di aspettare il provvedimento che deve liberare le risorse in gioco, promesso da giorni e ancora in stallo. Tanto che, se non passeremo ai fatti entro questa settimana, andremo dritti verso il fermo dei mezzi». Parola del segretario regionale dell’Aitras, Salvatore Bella, che rilancia così l’ultimatum estivo dei padroncini: “O c’è la misura o andiamo in sciopero”, bloccando i porti dell’Isola e il traffico merci come accaduto ad aprile 2026.
La risposta arriverà tra domani e mercoledì, durante il vertice con i rappresentanti del comparto convocato dall’assessore regionale alla Mobilità, Alessandro Aricò, che potrebbe sedersi alla riunione con il decreto già in tasca, una volta ottenuto il nulla osta dall’Economia. Il nodo è il regime del “de minimis”, il tetto massimo di aiuti consentito da Bruxelles per non violare le regole della concorrenza, attualmente fissato a quota 300 mila euro ad impresa: un limite che alcune aziende siciliane hanno già superato.
La Commissione Ue, però, lo scorso maggio, proprio su input della Regione, ha già alzato il pollice sul superamento dell’asticella con un «super de minimis», concedendo di fatto 50 mila euro in più solo per il capitolo del caro-energia. Il via libera della ragioneria, dunque, dovrebbe essere una formalità, anche perché non risultano imprese dell’autotrasporto che hanno oltrepassato la soglia dei 350 mila euro. Ma se il provvedimento fermerà lo sciopero, non placherà comunque lo stato di agitazione dei padroncini, che sul tavolo hanno altre criticità, prima fra tutte, ricorda Bella, “l’aumento dei fondi per il “Sea Modal Shift””, l’ex Marebonus, il contributo destinato alle movimentazioni gomma-mare: un tema che compete solo a Roma, “anche se il governo regionale potrebbe fare da pungolo sull’esecutivo nazionale, come per i 400 milioni erogati annualmente dal ministero delle Infrastrutture di concerto con il Comitato centrale dell’Albo degli autotrasportatori: finanziamenti da cui i lavoratori siciliani sono stati finora esclusi”.
Il tutto, senza dimenticare l’Ets 2, la tassa europea sulle emissioni climalteranti nella sua seconda versione, destinata anche ai camion oltre che alle navi. Intanto, mentre dall’assessorato rimarcano che la Regione da tempo si batte per l’incremento dell’ex Marebonus, a montare è anche un’altra protesta, quella dei sindaci delle isole minori, che dal Mit aspettano ancora una soluzione per arginare il rialzo del 18% sulle tariffe dei biglietti marittimi nelle tratte ministeriali, scattato da giorni.






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