Continua il dibattito interno al centrodestra dopo la provocazione, l’ennesima, di Cateno de >luca che ieri ha annunciato nel suo governo di liberazione assessori Pd e M5s ribadendo di essere candidato in Sicilia e di aver le mani libera nell’isola nonostante l’accordo con FdI a Roma.

Tocca al coordinatore regionale dello scudocrociato, Decio Terrana, attaccare la strategia del leader di Sud Chiama Nord dopo l’accordo romano con Fdi: “Non si può essere alleati nella Capitale e avversari in Sicilia”. Il giorno dopo la bomba politica lanciata da Cateno De Luca – che ha blindato la sua candidatura a Palazzo d’Orléans ipotizzando una giunta con esponenti di PD e M5S – il fronte dei centristi si compatta per chiedere un chiarimento immediato all’interno della coalizione.

Terrana (Udc): “Serve coerenza, la Sicilia non è un’eccezione”

L’affondo odierno porta la firma di Decio Terrana. Il coordinatore dell’Udc Sicilia, pur riconoscendo il valore dell’ex sindaco di Messina, non usa giri di parole per stigmatizzare il doppio binario strategico di ScN: “Guardo con rispetto all’impegno politico dell’onorevole Cateno De Luca, ma non posso nascondere il mio forte disappunto per una posizione politica che rischia di arrecare un danno tutt’altro che trascurabile al centrodestra siciliano”.

Per i centristi dello scudocrociato, la linea delle “mani libere” sbandierata da De Luca nell’isola è inaccettabile alla luce degli accordi presi a Roma con Giorgia Meloni. “Non si può raggiungere un’intesa politica a livello nazionale e, contemporaneamente, rivendicare in Sicilia la libertà di contrastare la medesima coalizione”, incalza Terrana. “Le alleanze non possono essere interpretate a convenienza, secondo regole che valgono a Roma e cambiano quando si arriva in Sicilia. La serietà della politica si misura nella coerenza delle scelte e nel rispetto della parola data”.

Il precedente: il muro di Saverio Romano e Noi Moderati

La presa di posizione dell’Udc si salda perfettamente con il duro altolà arrivato ieri da Saverio Romano. Il leader di Noi Moderati, fresco promotore della nuova “Costituente Popolare” all’ARS insieme a DC e Udc, aveva già avvertito il deputato messinese sul rischio di voler tenere “un piede in due scarpe”. Pur non opponendosi a priori all’allargamento della coalizione, Romano ha chiesto la convocazione urgente di un tavolo del centrodestra siciliano per verificare se l’ambiguità tattica di ScN possa davvero coesistere con la stabilità del governo Schifani.

La provocazione di De Luca e il rebus delle opposizioni

A far saltare i nervi ai partiti della maggioranza regionale era stata l’intervista in cui De Luca, oltre a smentire l’ipotesi di un futuro ministero a Roma, ha provocatoriamente fatto i nomi dei primi tre assessori della sua futuribile giunta siciliana, pescando a piene mani dal centrosinistra: Luigi Sunseri (M5S) al Bilancio, Nello Dipasquale (PD) all’Agricoltura e Fabio Venezia (PD) ai Beni Culturali.

Una fuga in avanti definita da Terrana come un tentativo di “alimentare divisioni che rischiano di indebolire la credibilità della coalizione e di favorire gli schieramenti avversari”. La palla passa adesso ai vertici regionali di Fratelli d’Italia, chiamati dagli alleati centristi a fare chiarezza sui reali confini di un’alleanza che a Roma unisce e in Sicilia, per il momento, divide profondamente.