Dopo Roma, Milano, Udine e Genova, le Primarie delle Idee hanno fatto tappa a Palermo, registrando una partecipazione straordinaria e una sala gremita, segno della crescente domanda di un centrosinistra capace di tornare a vincere attraverso idee, contenuti e una proposta politica credibile.
L’iniziativa ha riunito esponenti delle forze dell’area riformista e autorevoli rappresentanti della società civile, tutti impegnati a portare contributi concreti per la costruzione del programma della futura coalizione di centrosinistra.
Sono intervenuti, tra gli altri, Marianna Madia, Giorgio Gori, Teresa Bellanova, Pietro Bartolo, Tommaso Nannicini, Benedetto Della Vedova, Davide Faraone, Vincenzo Spadafora.
Allargare il consenso per essere competitivi
Dal confronto è emersa con forza una convinzione condivisa: il centrosinistra potrà essere competitivo soltanto se saprà allargare il proprio consenso, valorizzando una forte componente riformista, liberaldemocratica ed europeista. Non bastano le alleanze costruite a tavolino: servono idee, coraggio, radicamento nei territori e la capacità di parlare anche a quell’elettorato che non si riconosce nella destra ma che non si è vista rappresentata nella piazza di Napoli di qualche giorno fa.
Costruire un programma per il confronto, poi i nomi
Le Primarie delle Idee nascono proprio con questo obiettivo: costruire, tappa dopo tappa, un programma condiviso e un’alternativa moderna, pragmatica e credibile. Perché il centrosinistra può tornare a vincere solo se i riformisti ne saranno protagonisti insieme alle altre forze politiche, traendo dalla cultura riformista il realismo e la concretezza necessaria a presentarsi agli italiani come credibile coalizione di governo.
Faraone: “Siamo sulla strada giusta ma servono primarie”
“Alle elezioni anticipate in Sicilia non credo nemmeno se le vedo. Schifani non si schioda da lì neanche se lo pagano. Per cui abbiamo tutto il tempo per costruire l’alternativa” ha detto Davide Faraone, vicepresidente di Iv-Casa Riformista, al Tgr.
“Credo che in Sicilia non si troverà una figura che va bene a tutti in maniera naturale. La strada migliore è quindi quella delle primarie. Di candidati ce ne sono tanti. Se l’impostazione è niente veti per nessuno e coalizione più ampia possibile, per noi vale la massima di Mao Tse Tung: non importa di che colore è il gatto, l’importante è che acchiappi il topo”, conclude.






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