La Vardera presenta il simbolo della sua candidatura alla Presidenza della regione e lancia la campagna: “Chiamatemi Ismaele”.
La Presentazione è avvenuta questa mattina in una conferenza stampa tenuta a Palazzo dei Normanni: ” Già toccati 7 di 391 comuni, l’onda ormai è partita. Voglio creare una squadra di governo credibile e competente, e non come Schifani, uomo solo al comando” dice il leader di Controcorrente
Presentati anche i primi nomi che stipuleranno il programma di governo. Docenti universitari, medici, dirigenti regionali e tra loro anche il nipote del primo presidente della Regione, Giuseppe Alessi: “Per le nomine da poltrona c’è tempo, oggi metto sul tavolo un metodo per cambiare questa terra. La coalizione non ha più scuse, lavoriamo sul programma”.
Il simbolo, alcuni nomi ma nessuna poltrona
Un simbolo pop, dei nomi e nessuna poltrona, solo un metodo per andare a governare la Sicilia. Questa è la sostanza di quello che è accaduto durante la conferenza stampa all’Ars, organizzata dal leader di Controcorrente e candidato presidente alla Regione, Ismaele La Vardera. Il simbolo, per scelta di La Vardera, non avrà il suo cognome ma il nome proprio a voler indicare la sua vicinanza alla gente, un unicum nella storia dei simboli dei candidati alla presidenza.
In giro tutti mi chiamano per nome
“Quando sono in giro – racconta il candidato presidente – tutti mi chiamano per nome, ed è anche bello così. Per questo dico a tutti chiamatemi Ismaele. Voglio essere il presidente di tutti, quello vicino alla gente e che non ha bisogno di orpelli. Oggi qualcuno si aspettava i nomi dei tre assessori designati – ha iniziato La Vardera – magari dei nomi di peso del mondo politico. Io, invece, vi presento il Comitato tecnico scientifico per stipulare il programma di governo. Ci sono nomi di primissimo livello che vanno da docenti universitari a dirigente regionali ed anche l’esperienza, con il nipote del primo presidente della regione, Giuseppe Alessi”.
I primi nomi
Ed i primi nomi di questi super tecnici sono quello dell’ordinario di Economia Andrea Cirà; Maria Cristina Stimolo, ex dirigente generale del dipartimento degli affari extraregionali ed è stata anche figura di riferimento nella gestione dei rapporti istituzionali tra la Regione e gli organismi nazionali ed europei. E ancora Michele Segretario, ricercatore dell’università di Berkeley (California) esperto in studi sulla migrazione e sulla diaspora italiana, Francesco Paolo Tocco, professore universitario di storia medievale a Messina. Giuseppe Lo Presti, docente all’accademia di belle arti di Palermo. Spazio anche per la sanità con il medico coraggio Francesco Caronia e il dottor Giovanni Di Vita, cardiologo responsabile dell’Unità di terapia intensiva cardiologica dell’ospedale di Sciacca. Per lo sport la campionessa mondiale di kickboxing Elena Pantaleo e per finire anche l’architetto Giuseppe Alessi, nipote del primo presidente della Regione Siciliana Giuseppe Alessi.
Un messaggio al centrosinistra
“Ora la coalizione non ha più scuse – continua La Vardera – abbiamo la possibilità di lavorare al programma di governo con massimi esponenti che metto a disposizione di tutti. Se qualcuno aveva bollato questa conferenza come l’ennesima fuga in avanti, si è sbagliato si tratta solo dell’ennesima prova della mia disponibilità data alla coalizione in termini anche di nomi.
Ovviamente chiedo a tutti i partiti del campo largo dei nomi così da partecipare alla costruzione di una nuova Sicilia: pulita, trasparente e che faccia della questione morale e della competenza la sua stella polare. Sento dire spesso che La Vardera è solo denuncia, e invece non è così. Questi nomi di primissimo livello mi accompagneranno nella costruzione, perché non siamo solo quello che dicono ma anche proposta concreta”.
Il messaggio di Giorgia Meloni
E non è mancato da parte del deputato il richiamo a quanto accaduto con la premier Giorgia Meloni.
“Con quel messaggio – ha concluso – ha dimostrato di non essere più lucida. Mentre il mondo è in crisi, c’è una guerra in corso e Sigonella nel mirino lei pensa a criticare il mio operato politico. Non ho parole. La Giorgia che ho conosciuto io, tra l’altro, avrebbe usato stesso metro di misura in Sicilia come quello usato a Roma, mettendo alla porta i suoi compagni di partito inquisiti. E le chiedo pubblicamente di tornare in sé, di occuparsi della questione siciliana e di mandare a casa il governo Schifani”.






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