Solo una impugnativa tecnica dovuta ad un errore nella formulazione della legge regionale siciliana ma i contributi erogati e quelli in fase di erogazione ai danneggiati dal ciclone Harry non sono a rischio. Arrivano rassicurazioni da Palazzo d’Orleans dopo che ieri sera il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale che eroga oltre 40 milioni di aiuti e dispone la sospensione del pagamento dei canoni demaniali.

I motivi dell’impugnativa

Secondo l’impugnativa la legge approvata dall’Ars avrebbe al suo interno due errori giuridici che renderebbero i contributi non erogabili. Il primo riguarderebbe l’esenzione dal Durc ovvero il documento unico di regolarità contributiva. Attualmente le imprese ricevono i ristori senza dover dimostrare di essere in regola con tasse e contributi ma per lo Stato questo non è legittimo e potrebbe anche dar vita a fenomeni di illecita concorrenza fra strutture. Insomma chi non paga le tasse potrà avere lo stesso trattamento pubblico di chi, invece, le paga. La giurisprudenza è consolidata in questo settore e gli enti pubblici, prima di pagare, devono accertarsi che non ci siano debiti col fisco o con le casse di previdenza ed eventualmente girare le somme dovute all’azienda direttamente alla casse del fisco per saldare i debiti pregressi.

La mancata richiesta del Durc renderebbe i contributi non erogabili. Una deroga a questo principio era già stata applicata in passato ma solo durante il Covid. Quella quella prevista stavolta dalla legge regionale viene considerata, dal Ministero dell’economia, troppo generica e ampia. Una valutazione che era già stata messa nera su bianco in una lettera inviata a febbraio scorso

Illegittima, poi, anche l’esenzione dal pagamento del canone demaniale, secondo l’impugnativa di Roma, nonostante il mancato introito viene compensato con fondi pubblici messi a disposizoione sempre dalla Regione.

Molti contributi già erogati

Molti dei contributi previsti da quella norma sono già stati erogati e questo potrebbe creare un vulnus ma secondo Palazzo d’Orleans il problema  non sussisterà e le aziende possono stare tranquille perchè l’interlocuzione con Roma ha già portato ad una soluzione che verrà messa in campo a stretto giro

La precisazione di Palazzo d’Orleans, nessun rischio, soluzione già trovata

In merito alla decisione del Consiglio dei ministri di impugnare la legge della Regione Siciliana n. 3 del 30 gennaio 2026, si chiarisce che l’impugnativa riguarda esclusivamente un aspetto tecnico legato alla disciplina del Durc (Documento unico di regolarità contributiva) e non l’impianto complessivo degli interventi varati dalla Regione per far fronte ai danni causati dagli eventi meteo di gennaio.

Il rilievo è stato formulato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nell’ambito delle proprie competenze in materia di previdenza sociale e tutela della concorrenza, e si configura quindi come un’impugnativa di natura tecnica.

Lo stesso ministero, a seguito dell’interlocuzione con Palazzo d’Orléans, si è comunque impegnato a inserire, nel decreto-legge (25 del 27 febbraio scorso) attualmente in fase di conversione in Parlamento sugli aiuti disposti dal Governo nazionale per l’emergenza legata al ciclone Harry, una specifica deroga sul Durc, la cui competenza è in capo allo Stato.

La deroga riguarderà le regioni maggiormente colpite dagli eventi calamitosi, ossia Sicilia, Calabria e Sardegna.

Savarino: “Falso problema, già risolto”

“L’impugnativa tecnica sollecitata dall’INPS è un falso problema perché, come già concordato tra governo regionale e nazionale, nella legge di conversione sarà inserita la deroga al Durc, essendo l’azione della Regione Siciliana ben motivata e circoscritta ai soggetti danneggiati dal ciclone Harry” commenta l’assessore del Territorio e Ambiente della Regione Siciliana, Giusi Savarino, in ordine alla notizia dell’impugnativa da parte del Cdm sulla legge per i ristori post ciclone.

“Continuiamo nella nostra azione a tutela dei balneari che si trovano in ginocchio a causa dei danni subiti per rimettere in piedi e di nuovo in esercizio le attività colpite prima dell’inizio della stagione estiva”.