L’amore per la propria terra, il dramma dell’esilio, un matrimonio negato in una Sicilia in cui dominano sopraffazione e miseria. A Palermo torna in scena “Coriolano della Floresta”, lo spettacolo della compagnia teatrale Araldo del Vespro, con la regia di Giuseppe Bongiorno.

L’appuntamento è domenica 22 marzo, alle ore 21.00, al Teatro Don Bosco Ranchibile (via Libertà, 199).

L’opera è la rappresentazione teatrale dell’omonimo romanzo d’appendice di Luigi Natoli, proseguimento dei Beati Paoli, ambientato 50 anni dopo le vicende della celebre setta degli incappucciati che ha segnato il successo dello scrittore siciliano.

Il protagonista, Coriolano, incarna la figura dell’esule costretto ad abbandonare la propria terra per ragioni di sopravvivenza. Ma è nel ritorno, atteso e temuto, che si compie la sua trasformazione: torna a Palermo non solo per ritrovare il suo passato, ma per ricongiungersi alla città, come un figlio che abbraccia la propria identità.

La trama è ricca di colpi di scena, tradimenti, passioni e vendette, in una Sicilia contesa da più dominazioni.

«”Coriolano della Floresta” non è solo un classico del repertorio di Natoli, bensì è una storia di appartenenza, di amore per la propria terra, di identità recuperata – spiega il regista Giuseppe Bongiorno – Un’odissea siciliana che parla a ogni figlio della diaspora, a ogni uomo che si è sentito straniero nella propria storia. Un’opera che, sebbene ambientata nel Settecento, parla all’anima contemporanea, a chi ha lasciato, a chi sogna di tornare e a chi non ha mai smesso di appartenere».

A interpretare Coriolano è Matteo Coffaro. Tra i ruoli principali: Davide Bongiorno presta il volto a Cesare Brancaleone, Alessia Greco a Giovanna Oxorio e Gaia Caruso a Blasco Oxorio.

Accanto ad attori e ballerini professionisti, sul palco recitano anche i ragazzi dell’Accademia Araldo del Vespro, molti dei quali residenti al Capo. La compagnia è infatti un presidio culturale importante nel quartiere perché offre opportunità e attività gratuite a tanti giovani che altrimenti non potrebbero accedere ai percorsi formativi tradizionali, come scuole private di teatro, danza o musica.

Ad accompagnare le avventure di Coriolano le musiche Mario Incudine, compositore e cantautore, punto di riferimento della nuova musica popolare siciliana. Le sue melodie, sospese tra canti arcaici e armonie teatrali, amplificano le emozioni della scena. Le coreografie sono di Eliana Andrea Calcagno.