È stata depositata oggi alle 15 all’Ars e subito, nel giro di qualche ora, è arrivata la convocazione della seduta all’Ars per trattare  la mozione di sfiducia con carattere d’urgenza al presidente della Regione Renato Schifani proposta con il supporto di 23 firme dei deputati di M5S, Pd e Controcorrente.

Sarà, dunque, votata martedì 2 dicembre la mozione di sfiducia a Schifani. La discussione a sala d’Ercole partirà alle 14. Le opposizioni avranno tre ore di tempo per argomentare le ragioni del “no a un governo – dicono i rappresentanti dei gruppi di opposizione all’Ars Antonio De Luca (M5S), Michele Catanzaro (Pd) e Ismaele La Vardera (Controcorrente) – travolto dagli scandali, che fa acqua da tutte le parti e che ha cacciato la Sicilia in un vicolo cieco”.

Il percorso della mozione

Annunciata dopo il ritiro in convento delle opposizioni  due settimana fa, presentata alla stampa in conferenza mercoledì scorso la mozione, però  è stata depositata ufficialmente solo oggi alle 15.

Ad annunciare la data era stato il coordinatore dei 5 stelle in sicilia nonché vice Presidente dell’ars Nuccio Di paola durante la manifestazione di domenica scorsa, presente Giuseppe conte.

Cosa c’è nella mozione

Si tratta di un documento semplice, in sole 3 pagine. Nonostante i tempi tecnici fossero prevedibilmente più lunghi l’analisi degli uffici è stata fatta subito e la conferenza dei capogruppo ha deciso per una seduta immediata la prossima settimana.

Perché sia approvata (causando la decadenza di governo e Assemblea  dunque elezioni anticipate)  servono 36 voti. Ai 23 firmatari della mozione si uniranno, probabilmente, i 3 deputati di Sud Chiama Nord, più per forma che per convinzione, ma all’appello mancheranno, comunque, dieci voti. Difficile, se non impossibile, raccattarli fra i banchi della maggioranza nonostante la convinzione di La Vardera.

Il Presidente Schifani ha già detto che non commenterà l’iniziativa delle opposizioni ma dirà in aula quello che è il suo pensiero politico su questo modo di procedere