Lo stop di Musumeci al patto della Madonnina non piace al sindaco di Messina Cateno De Luca che reagisce con veemenza contro tutti coloro i quali non vogliono il rinvio delle elezioni del 30 giugno nelle ex province votato ieri dall’Ars (LEGGI QUI) ma che Musumeci vuole correggere già la prossima settimana (LEGGI QUI)

“Tutti parlano di elezioni immediate per continuare ad occultare il dissesto delle ex Province che non è ascrivibile alla gestione commissariale ma alla mancata individuazione della soluzione da parte dello Stato e della Regione Siciliana. Ciò non consente di approvare i Bilanci delle Città metropolitane e dei Liberi consorzi. Prendiamo atto che ci sono tanti satiri danzanti e scodinzolanti che si stanno agitando per il rinvio delle elezioni dei Consigli delle ex Province ma è doveroso rimarcare che sono sempre gli stessi personaggi in cerca di autore che non hanno idea del merito della vicenda e sputano sentenze solo per giustificare la propria esistenza” dice il Sindaco della Città Metropolitana di Messina.

“Ribadiamo – continua il Primo cittadino – che servono 350 milioni di euro da prendere dal Fsc per il triennio 2019/2021. Soltanto così sarà possibile pianificare investimenti, tutelare i precari e mettere in sicurezza scuole, strade e viadotti. Qui non si tratta di ‘Patto della Madonnina’ ma di buonsenso: rinvio elezioni fino ad ottobre e risoluzione della situazione finanziaria per evitare i danni irreversibili della dichiarazione di dissesto, ovvero la perdita di centinaia di milioni di euro per investimenti strategici ed il licenziamento dei precari non ancora stabilizzati.”.

“Presidente Musumeci – sottolinea De Luca – evitiamo di innescare un cortocircuito istituzionale che non ha precedenti nella storia della democrazia siciliana evitando attentati alla sovrana volontà parlamentare. Sono convinto che se le medesime energie spese per la finta querelle del rinvio delle elezioni fossero profuse per risolvere il merito della questione, otterremo nel giro di qualche mese il vero risultato che interessa noi Amministratori: poter mettere in sicurezza le strutture di competenza e garantire assistenza ai portatori di handicap”.

“Risolto il problema finanziario – conclude il Sindaco peloritano – sarà legittimo chiedere al Parlamento siciliano di modificare la decisione assunta e magari garantire lo svolgimento delle elezioni ad ottobre 2019 data da me suggerita, considerati i tempi tecnici necessari per risolvere realmente i problemi mettendo da parte strumentalizzazioni che non mi appartengono. Senza il rinvio fisiologico si deciderà di celebrare il funerale delle ex Province e portare il feretro con i componenti dei consigli neo eletti, unitamente ai sindaci delle Città metropolitane ed ai commissari dei Liberi consorzi, ottenendo semplicemente il trionfo della politica parolaia di cui la gente è ormai indignata. Questo purtroppo è il classico rito delle chiacchiere ben pagate e l’aggravamento dei problemi appositamente non affrontati per paura di sporcarsi le mani. Chi non intende assumersi senza se e senza ma le responsabilità di Governo, cambi mestiere e taccia per sempre”.

Intanto scendono in campo anche i sindacati. “Il governo regionale convochi al più presto le organizzazioni sindacali per affrontare con urgenza la vertenza delle ex Province. Un incontro che era stato richiesto già all’indomani dell’accordo Stato-Regione per le risorse finanziarie extra e che si è reso ancor più necessario oggi alla luce del caos politico che si è determinato all’Assemblea regionale siciliana dopo il voto che ha fatto saltare le elezioni indirette del 30 giugno” dicono Michele Pagliaro e Gaetano Agliozzo, per Cgil e Fp Cgil Sicilia; Sebastiano Cappuccio e Paolo Montera, per Cisl e Cisl Fp Sicilia; Claudio Barone ed Enzo Tango, per Uil e Uil Fpl Sicilia.

“Le nuove incertezze della maggioranza all’Ars e le vicende relative a un possibile rimpasto non possono ricadere su questi enti già martoriati da scelte politiche scriteriate del passato”, aggiungono i sindacalisti.

“La drammaticità della condizione in cui versano le ex Province – scrivono le sigle sindacali nella richiesta di incontro inviata al presidente della Regione Nello Musumeci e agli assessori Gaetano Armao e Bernardette Grasso – richiede una forte presa di posizione per dare attuazione agli impegni assunti e consentire che gli enti intermedi riescano a realizzare la mission per cui sono stati ‘riformati’, così da potere dare risposte alla cittadinanza in termini di servizi e riconoscere, al contempo, l’importante ruolo dei lavoratori dipendenti”.
L’obiettivo dell’incontro governo-sindacati è scritto nero su bianco nella richiesta di Cgil, Cisl, Uil: “Conoscerei lo stato del confronto con il governo nazionale e gli interventi che il governo regionale intende attuare per consentire finalmente il concreto rilancio delle ex Province”.