I nomi degli arrestati nel corso dell’operazione antimafia a Carini della squadra mobile di Palermo: Antonino Di Maggio, 64 anni, Vincenzo Passafiume, 69 anni, Salvatore Amato, 58 anni, Fabio Daricca, 41 anni, Alessandro Bono, 40 anni, Antonino Vaccarella, 36 anni, Salvatore Lo Bianco, 24 anni, Giuseppe Darrica, 29 anni, Giuseppe Patti, 37 anni. Di Maggio, Bono e Fabio Daricca l’ordinanza è stata notificata in carcere.

Il provvedimento giunge al termine di un’attività d’indagine effettuata dalla Squadra Mobile di Palermo sulla famiglia mafiosa di Carini, che si è avvalsa, tra l’altro, delle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Gaspare Pulizzi, Francesco Briguglio e Antonino Pipitone.

Tra i personaggi di maggior rilievo figura Antonino Di Maggio, considerato il reggente della famiglia mafiosa di Carini fino al momento del suo arresto, avvenuto nel novembre 2016, con l’accusa di aver partecipato al duplice omicidio di  Giuseppe Mazzamuto e Antonino Failla.

Sono stati, altresì, individuati in  Vincenzo Passafiume ed Salvatore Amato i più stretti collaboratori di Di Maggio  incaricati della gestione delle attività estorsive e Fabio Darrica, quale affiliato a totale disposizione del capofamiglia e collettore tra la famiglia mafiosa ed un sodalizio criminale dedito al traffico di sostanze stupefacenti.

In particolare, Vincenzo Passafiume era uomo di assoluta fiducia del capofamiglia Antonino Di Maggio tanto da gestire, insieme ad SalvatoreAmato, una intrigata vicenda relativa alla compravendita di un terreno c.d. “delle monache” ubicato a Villagrazia di Carini del valore di 500/600 mila euro. L’affare vedeva coinvolto proprio il boss Di Maggio come percettore finale di ingenti somme di denaro.

Le indagini, inoltre, hanno evidenziato come gli uomini di Di Maggio controllassero in modo capillare il territorio di riferimento, con la sistematica sottoposizione ad estorsione degli operatori economici della zona. I commercianti, inoltre, dovevano munirsi di una sorta di “autorizzazione” preventiva della famiglia ancor prima di avviare una qualunque attività.

I fratelli Fabio e Giuseppe Daricca, Alessandro Bono, Antonino Vaccarella, Salvatore Lo Bianco e Giuseppe Patti rispondono di traffico di sostanze stupefacenti, cocaina in particolare.

Nel corso delle indagini, presso un immobile abbandonato a Villagrazia di Carini, base operativa del sodalizio criminoso, sono state sequestrate alcune partite di cocaina e le attrezzature necessarie per pesare e confezionare la sostanza.

Sono stati, inoltre, individuati in Alessandro Bono (narcotrafficante di livello internazionale che curava personalmente l’importazione di cocaina dal Sud America) e in Fabio Daricca (già condannato per analoghi reati nel corso del processo Addio Pizzo 5) i vertici dell’organizzazione dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.