La Sicilia brucia ancora ma la quantità di incendi sparsi per il territorio ha richiesto l’intervento di tutti. Le squadre di emergenza antincendio non riescono ad arrivare ovunque anche per il sovrapporsi delle chiamate. Nella sola giornata di ieri 344 incendi. Molti sono stati spenti ma ne restano attivi diversi e tre sono i fronti più vasti e pericolosi fra cui c’è l’area di Monreale.

“Tutti gli incendi più piccoli sono stati domati, i fronti più gravi e problematici restano quelli di Santo Stefano Quisquina, Cammarata e Monreale” dice all‘Agenzia di Stampa Italpress il dirigente generale della Protezione Civile siciliana, Salvo Cocina che se la prende con i piromani: “Ormai non è più solo un problema di prevenzione e lotta agli incendi bensì di ordine pubblico”.

Gli agricoltori che si improvvisano custodi del territorio

Sono gli agricoltori i primi a intervenire nelle aree rurali e marginali della Sicilia, tra le più colpite dagli incendi che in queste ore stanno devastando il territorio. Con i propri mezzi agricoli e la conoscenza del territorio, stanno contribuendo alle operazioni di contenimento delle fiamme e di tutela delle aziende e delle comunità locali.

Intanto il bilancio dei danni continua ad aggravarsi

Ma il bilancio dei danni è già grave nonostante gli interventi e continua ad aggravarsi. Bruciano campi, coltivazioni, pascoli e allevamenti, con perdite ingenti per il comparto agricolo. Secondo una prima stima di Coldiretti, i danni ammontano già a diversi milioni di euro, mentre proseguono le verifiche nelle aree interessate.

È una situazione drammatica – commenta il presidente regionale di Coldiretti Sicilia, Francesco Ferreri – che ha già messo a dura prova il settore agricolo. Gli incendi stanno cancellando in poche ore il lavoro di anni, compromettendo produzioni, aziende e biodiversità. In questo scenario di devastazione, la solidarietà e il senso di responsabilità degli imprenditori agricoli, impegnati in prima linea per fronteggiare l’emergenza, rappresentano ancora una concreta speranza di ripresa per i territori colpiti.