Una emorragia da 400 milioni di euro ogni anno, tanto costa alla Regione pagare  per le cure dei siciliani oltre lo stretto. per lo più si tratta di migrazione sanitaria extraregionale verso le regioni del Nord ma  ci sono anche cure fuori dall’Italia, nei Paesi europei. Una piccola quota viene recuperata attraverso la migrazione attiva ovvero cure di alta specialità che vengono eseguite in Sicilia anhce nei confronti di pazienti provenienti da altre regioni o Paesi ma il saldo è passivo per l’isola e dsi aggira intorno ai 400 milioni.

La Commissione vuole vederci chiaro

Ma i dati inviati in Commissione salute insieme alla bozza di rete ospedaliera sulla quale c’è da esprimere un parere obbligatorio, non spiegano il dettaglio di questa migrazione: “L’assessorato alla Sanità deve consegnare alla commissione Salute di palazzo dei Normanni i dati sulla migrazione sanitaria. Se non si comprende, per cosa, da dove e verso dove si scappa per curarsi fuori dalla Sicilia con un esborso di 400 milioni di euro per le casse regionali è impossibile per noi dare un ragionato parere sulla rete ospedaliera che proprio su questi numeri dovrebbe basarsi per ricostruire una sanità degna di questo nome” sostiene Antonio De Luca, capogruppo M5S all’Ars e componente della VI commissione di palazzo dei Normanni.

Questa settimana il voto al parere della Commissione

Proprio dalla settimana che va ad iniziare la Commissione è chiamata ad esprimersi sul piano ospedaliero messo a punto dall’assessore Daniela Faraoni.

“Si tratta – dice il capogruppo M5S – di numeri essenziali che dobbiamo avere sul tavolo per capire dove è giusto tagliare e dove è necessario aggiungere posti letto o specializzazioni. Si deve capire dove e perché ci sono situazioni di crisi come al pronto soccorso di Noto, dove si può stare male fino alle 20, perché dopo quell’ora la struttura è chiusa”.

E’ soltanto l’ultimo elemento di una analisi in corso sulla bozza di piano attualmente in discussione anche con le Autonomie locali. Una bozza che, inevitabilmente, ha fatto scattare polemiche di tipo campanilistico ma anche di natura politica