Il Mediterraneo torna al centro delle politiche europee, crescono gli investimenti dell’Europa sui giovani a partire dal programma Erasmus che raddoppia di disponibilità economica ma c’è tanto da lavorare sui criteri nel nuovo programma per i fondi comunitari 2028/2034.
Qualche buona notizia ma parecchie preoccupazioni vengono dall’Europa nella visione dell’eurodeputato siciliano Giuseppe Lupo che, in collegamento dal Parlamento europeo, ci illustra il voto sulla nuova politica europea per i rimpatri ma anche quello che sta succedendo e ciò su cui si lavora per l’immediato futuro.
Il voto sulla politica dei rimpatri
Quando ci colleghiamo con il Parlamento europeo per intervistare l’eurodeputato Pd Giuseppe Lupo è da poco andato inscena il voto sulla nuova politica migratoria dell’Unione e in particolare sui rimpatri e anche se i temi del nostro incontro sono legati agli accordi commerciali e alle politiche per la formazione del nuovo bilancio europeo è inevitabile cominciare proprio da qui: “A mio avviso non è un bene quel che succede sui rimpatri. E’ prevalsa una posizione che a nostro avviso non è rispettosa dei diritti fondamentali della persona perché prevede più che rimpatri forse deportazioni”.
“Questo perché prevede sempre la possibilità di rimpatri verso alcuni Paesi che a nostro avviso non offrono garanzie minime di rispetto dei diritti umani. Da, poi, una sorta di m via libera ad accordi che permettono l’utilizzo di hub come quello in Albania sul modello Italia. Purtroppo la destra ha trovato un’intesa con i popolari e quindi c’è stato un ribaltamento di maggioranza, uno spostamento a destra della maggioranza. Adesso bisognerà vedere quali saranno le modalità d’attuazione da parte degli Stati membri. Temiamo che tutto questo possa tradursi, ripeto più che in una normativa per i rimpatri per deportazione sul modello Trump, che noi ovviamente non condividiamo”.
Rinegoziare accordo sui dazi
“Sui dazi credo che abbiamo fatto, invece, un ottimo lavoro perché abbiamo stabilito una serie di condizioni affinché l’Unione europea possa arrivare ad un accordo vero con Trump ponendo alcune condizioni ben precise, mancando le quali l’accordo automaticamente si sospende. Faccio un esempio se Trump dovesse reiterare le minacce rispetto ai territori della Groenlandia o rispetto ad altri Paesi, l’accordo verrebbe automaticamente sospeso. Quindi è un accordo che riequilibra quelle che sono le condizioni stabilite allora nella prima intesa ma a vantaggio dell’Unione Europea”.
“Sono stati messi dei paletti ad esempio sui prodotti in acciaio ma anche per quel che riguarda più da vicino la produzione agricola e alimentare a cominciare dal grande mercato delle carni. Il futuro, però, sta negli accordi bilaterali che l’Europa deve intraprendere non sono con gli Usa”
L’accordo Mercosur ovvero con Brasile, Argentina e Paraguay
La strada di questi accordi è, però, irta di complessità. Quello col Mercosur viene considerato dai nostri produttori più un rischio che una opportunità.
“L’accordo sul Mercosur tornerà in Parlamento per essere rivisto. Il Parlamento ha chiesto di valutarlo alla Corte di Giustizia europea. Nel ritornare in Parlamento dobbiamo chiedere massime garanzie a tutela della salute per la reciprocità della qualità dei prodotti, ma dobbiamo assolutamente garantire le nostre imprese. Sono accordi, questo sui dazi con gli Stati Uniti, quello con l’India, con l’Australia con tante altri Paesi ma anche con i Paesi del Mercosur quindi Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, che devono rappresentare opportunità per le nostre imprese. Vedo dei limiti? Sì, vedo dei limiti. Ad esempio in Sicilia noi purtroppo abbiamo troppe piccole e medie imprese che oggi hanno difficoltà ad esportare i loro prodotti ma il mondo va avanti. Quindi il risultato che dobbiamo auspicare non è una chiusura a riccio dei mercati siciliani, limitando le potenzialità delle nostre imprese, ma dobbiamo aiutare le nostre imprese ad essere competitive in Italia, in Europa e nel mondo. È possibile? Sì. Io penso che abbiamo i migliori prodotti agricoli del mondo che dobbiamo e possiamo essere competitivi non solo da un punto di vista qualitativo ma anche in termini economici. Quindi la grande sfida e qui mi ricollego all’altro grande tema che è il bilancio pluriennale che stiamo preparando nel 2028 e 2034”.
Il bilancio europeo 2028/2034 e il rischio che la Sicilia conti di meno
“Stiamo lavorando al nuovo bilancio, non senza critiche rispetto alla proposta della Commissione. Noi guardiamo al merito dei provvedimenti, non abbiamo una visione ideologica vogliamo tutelare innanzitutto il sistema Sicilia, il sistema Italia. Quindi anche se siamo in maggioranza, quando c’è da muovere critiche alla Commissione lo facciamo e avanziamo proposte alternative”.
“Cambia la strategia, quindi l’architettura anche del bilancio dell’Unione europea per quanto riguarda i fondi di coesione. Nella nuova visione tutti i fondi confluiscono in un’unica grande rubrica che sarà il capitolo uno che vale circa 800 miliardi di euro, forse anche di più. Ma non ci sarà più una distinzione fra Fondo Sociale Europeo, fondi destinati ad agricoltura e pesca o soldi per le infrastrutture”.
“Si procede per accentramento e non ci sarà più neanche l’assegnazione diretta alle Regioni quindi i soldi saranno ripartiti tra i 27 Stati membri e saranno i singoli governi degli Stati membri a decidere come ripartire questi fondi all’interno del proprio territorio”
“A nostro avviso questo offre poche certezze sul tipo di finanziamenti e mette in difficoltà anche le imprese rispetto alle loro prospettive e alla necessità che hanno anche di organizzare i loro piani industriali.
“Secondo noi questa visione è sbagliata e pericolosa e bisogna ridare forza a regioni e Autonomie locali. Non vogliamo escludere lo Stato da questa discussione, ma le Regioni in questo non possono e non devono essere subalterne rispetto ai Governi”.
Non solo cattive notizie, raddoppiano i fondi per gli Erasmus
Non ci sono, però, solo cattive notizie
“Sì, intanto una buona notizia per i giovani viene dal medesimo bilancio 2028/2034 nel quale avremo un incremento forte di risorse per i progetti Erasmus che rimarranno e saranno potenziati. Erasmus oggi offre un’opportunità a tantissimi giovani in Europa di fare esperienza in altri paesi, di imparare le lingue, di studiare in altre università, anche di avere esperienze lavorative. Tutto questo verrà anche migliorato e potenziato. Nel programma attualmente in corso sono stati spesi circa 23 miliardi di euro mentre per il prossimo bilancio se ne prevedono 40 miliardi (che potrebbero crescere anche fino a 55 ndr). Io penso che questo è un investimento giusto, che va a vantaggio delle future generazioni e può contribuire a costruire anche una nuova generazione di cittadini europei che possano collaborare e creare insieme prosperità e pace”.
Il Mediterraneo torna al centro della politica Europea, nascerà l’Università del Mediterraneo
“L’altra buona notizia è che ci sarà un nuovo Patto per il Mediterraneo proposto dalla Commissione Von der Leyen trent’anni dopo il processo di Barcellona. L’Europa torna a guardare al Sud, al bacino del Mediterraneo e quindi guarderà più ai nostri territori. Penso in particolare alla Sicilia e alla Sardegna e penso che lo farà anche con investimenti importanti. Nell’ambito del nuovo Patto del Mediterraneo è prevista anche la nascita di una nuova università del Mediterraneo che è un grande sogno che si rifà alla proposta di Romano Prodi, presidente della Commissione europea, che vedrebbe insieme non solo i giovani dei 27 Paesi dell’Unione europea, ma anche tutti i giovani degli Stati membri che si affacciano nel bacino del Mediterraneo extra Unione europea. Lavorare, studiare insieme per costruire un futuro di prosperità, di crescita economica ma anche di benessere non solo economico”.
“Penso che questo sarà anche un processo di pace e potrà creare un clima di grande partecipazione e collaborazione tra giovani”.
La nuova strategia per le Isole. Reti idriche, continuità territoriale, aree interne
“L’altra bella notizia è la nuova strategia per le isole annunciata dalla Commissione. Voglio subito dire che tutti i cittadini europei, tutti gli enti locali, i Comuni le Regioni le associazioni giovanili entro il primo aprile possono avanzare delle proposte, fornire dei contributi di idee anche dicendo cose semplici. Ad esempio bisogna migliorare il sistema idrico in Sicilia e lo sappiamo tutti ecco questo è un elemento che farà parte della strategia per le isole. Si possono segnalare temi e per farlo c’è una piattaforma all’interno del portale principale della Commissione europea. Tutti possono collegarsi, accedere e avanzare le loro richieste. Molti giovani lo stanno già facendo come anche alcuni Comuni lo hanno già fatto. Ad esempio il Comune di Lipari ha già avanzato alcune proposte”.
“La nuova strategia riguarderà non solo le grandi isole ma anche le isole minori che hanno enormi problemi di trasporti e di connettività. Penso al trasporto aereo, alla continuità territoriale ma penso anche ai problemi dell’ambiente. La necessità di contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici.
“Si è avviato un percorso sul quale dobbiamo lavorare per le prossime settimane e mesi, fino a raggiungere obiettivi importanti. In tutto questo c’è anche un rafforzamento della strategia per il diritto a rimanere nelle isole. Penso in particolare alle aree dell’entroterra laddove i nostri giovani devono poter rimanere se scelgono di rimanere avendo anche opportunità di lavoro qualificato e che possa soddisfare anche le loro aspettative”.






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