Sono oltre mille i posti di lavoro a rischio a causa dell’incendio che ha devastato il Centro commerciale Conca d’Oro. In attesa di quantificare i danni e, solo dopo, comprendere cosa potrà essere coperto dalle assicurazioni e quanto tempo ci vorrà per opere di ristrutturazione importanti, i lavoratori dovranno, probabilmente, accedere alla cassa integrazione. Un provvedimento dalla durata attualmente imprevedibile così come imprevedibili sono le scelte delle aziende che sorgevano dentro il centro: decideranno di ristrutturare e riaprire o di lasciare?
Schifani e Albano: “Vicini ai lavoratori e pronti a intervenire”
“Quanto accaduto al centro commerciale Conca d’Oro di Palermo suscita forte preoccupazione. Ai lavoratori e alle loro famiglie, che stanno vivendo ore difficili, va la mia sincera vicinanza” dice il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.
“Comprendiamo – aggiunge l’assessore regionale al Lavoro Nuccia Albano – l’apprensione dei tanti lavoratori coinvolti e siamo loro vicini. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione, vigilando sulle possibili conseguenze per l’occupazione e garantendo la massima disponibilità per l’attivazione di tutte le politiche attive”.
Il ruolo della Regione
Il ruolo della Regione siciliana in questa fase può essere determinante proprio nella gestione della Cassa integrazione alla quale occorrerà fare ricorso. I numeri sono davvero importanti.
I numeri del centro
Il centro Commerciale, realizzato fra il 2010 e il 2012 costò circa 90 milioni di euro in fase di costruzione. L’investimento complessivo inserito nel piano industriale era di 140 milioni. I valori ad oggi, sono decisamente diversi dopo 14 anni.
Sul fronte delle attività commerciali dentro il centro erano circa un centinaio, ciascuna con i propri dipendenti. Ma a rischio ci sono anche i lavoratori diretti del centro fra pulizie, manutenzione, sicurezza e amministrazione. A seconda dei periodi il centro ha occupati fino a 1500 lavoratori. In media i dipendenti delle varie strutture sono statu 1200 ma comunque difficilmente meno di mille. Numeri importanti per una città come Palermo.






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