La bocciatura della mozione di sfiducia è archiviata per la maggioranza ma non per le opposizioni. Incassato l’inevitabile no ad un tentativo velleitario, Pd e 5 stelle, che in quella scelta erano stati un poco tirati per la giacca da Ismaele La Vardera, adesso si trovano a riportare la battaglia sul terreno della Finanziaria, quello dove in passato, con la richiesta sistematica del voto segreto erano riuscite a far saltare più di un provvedimento sia in occasione della discussione sulla Finanziaria Ter che nell’ultimo documento economico affrontato fino ad ora, la Finanziaria quater.

Pd e 5 stelle abbandonano i lavori in Commissione Bilancio

Così ieri sera Pd e 5 stelle hanno deciso di dare il via da subito alle schermaglie con la maggioranza e uscire dalla Commissione bilancio abbandonando i lavorio “sbattendo” per così dire, la porta. “La maggioranza sta stravolgendo, peggiorandola, una già pessima legge di stabilità” scrivono in una nota congiunta le opposizioni all’Ars. Si tratta sempre degli 11 deputati Pd, degli 11 5 stelle e del solo Ismaele La Vardera.

La “minaccia” politica” in vista dell’aula

“A questo punto preferiamo abbandonare la commissione Bilancio” continua la nota. Poi arriva la “minaccia” politica. Alle opposizioni non è andata giù l’affermazione del Presidente della Regione che, durante la sua replica agli attacchi che stavano alla base della mozione di sfiducia, ha detto chiaramente che da questa opposizione arrivano solo offese e improperi ma zero proposte, zero fatti, parlando di un declino dei toni della politica.

Dimostreremo che l’opposizione le proposte le ha

Così ecco la sfida: “Presenteremo i nostri emendamenti in Aula. Dimostreremo in quella sede che l’opposizione le proposte le ha, e sono tutte di qualità, a dispetto di quanto dice Schifani” affermano i deputati di M5S e PD.

Più che la questione attinente la proposta il tema vero sarà la battaglia ma Sala d’Ercole. Assisteremo, ancora una volta, alla richiesta in serie di voto segreto e alla maggioranza troverà chiudersi a riccio, stavolta, anche nel segreto dell’urna se vorrà portare a casa la Legge di stabilità