I carabinieri di Castellana Sicula, coordinati dalla procura di Termini Imerese, hanno scoperto un’organizzazione che truffava i correntisti e che aveva come base Villabate (Palermo), Pozzuoli (Napoli) e Torino.

Le indagini sono scattate dopo la denuncia di una donna del comprensorio madonita alla quale sono stati sottratti 24 mila euro.

La vittima ha ricevuto un messaggio apparentemente proveniente dal proprio istituto di credito, con l’avviso di un’operazione sospetta e l’invito a contattare un numero indicato.

A quel primo contatto faceva seguito la telefonata di un sedicente operatore bancario che, con tono rassicurante ma pressante, rappresentava un’immediata emergenza sul conto corrente. Indotta in uno stato di allarme costruito ad arte, la donna veniva convinta ad effettuare una serie di bonifici “di sicurezza”, in realtà destinati ai conti nella disponibilità della rete criminale.

Secondo quanto accertato anche grazie alle perquisizioni uno dei componenti del gruppo curava la gestione dei conti correnti utilizzati per la ricezione delle somme sottratte; un altro metteva a disposizione ulteriori strumenti finanziari funzionali alla canalizzazione del denaro; un terzo si occupava del successivo e rapido smistamento delle somme verso ulteriori rapporti bancari, così da ostacolarne la tracciabilità.

Le operazioni hanno consentito il rinvenimento e il sequestro di carte di pagamento, documentazione bancaria e ulteriore materiale di interesse investigativo, consolidando il quadro probatorio nei confronti dei tre indagati.
L’operazione dimostra come anche territori distanti possano essere collegati da un’unica rete criminale capace di operare su scala nazionale, ma al tempo stesso evidenzia l’efficacia di un’azione sinergica tra reparti dell’Arma, fondata su coordinamento, rapidità operativa e condivisione informativa.

L’Arma rinnova l’invito alla massima prudenza. Le truffe telefoniche si fondano sulla creazione di urgenza e sulla pressione psicologica: messaggi che parlano di conti bloccati, telefonate che impongono decisioni immediate, richieste di codici OTP o di bonifici verso conti “sicuri” devono far scattare immediatamente il sospetto. Nessun operatore bancario o appartenente alle Forze dell’Ordine chiede per telefono credenziali riservate o trasferimenti di denaro.

La tecnica dei truffatori è spesso quella di trattenere la vittima al telefono per impedirle di chiedere aiuto o confrontarsi con familiari. È fondamentale interrompere subito la comunicazione e, se necessario, utilizzare un altro telefono per contattare il 112 o una persona di fiducia. Spezzare il contatto significa sottrarsi alla pressione e interrompere il raggiro. Prevenzione, informazione e collaborazione restano gli strumenti più efficaci per contrastare un fenomeno che, pur evolvendosi nelle modalità operative, può essere arginato con attenzione e consapevolezza collettiva.