Tre milioni di euro per sostenere le imprese editoriali dell’Isola e valorizzare la cultura siciliana. La commissione Bilancio dell’Assemblea regionale siciliana ha dato il parere favorevole, con alcune raccomandazioni, allo schema di decreto dell’assessore dell’Economia. La misura, prevista dalla legge di Stabilità regionale 2026-2028, mette in campo un milione di euro per ciascuna annualità del triennio.
Schifani e Dagnino: “Risorse concrete per lo sviluppo”
Soddisfatto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani: “Con questo intervento sosteniamo un settore che svolge un ruolo importante nella promozione e nella diffusione della cultura siciliana. Vogliamo valorizzare il lavoro delle imprese editoriali che contribuiscono a custodire e tramandare la storia, le tradizioni e l’identità della nostra Isola, favorendone al contempo la crescita e lo sviluppo”.
Sulla stessa linea l’assessore regionale all’Economia, Alessandro Dagnino: «Attuiamo una misura prevista dalla legge di Stabilità. Mettiamo a disposizione delle imprese editoriali risorse concrete per sostenerne l’attività, incentivare gli investimenti e rafforzare un comparto che contribuisce alla valorizzazione del patrimonio culturale siciliano».
Come funzionano i contributi a fondo perduto
Il decreto prevede l’erogazione dei fondi attraverso Irfis-FinSicilia. Si tratta di contributi a fondo perduto fino a un massimo di 60 mila euro per impresa, destinati a coprire investimenti e capitale circolante. Le risorse potranno essere utilizzate per:
- Produzione e promozione editoriale
- Distribuzione e digitalizzazione
- Innovazione dell’editoria libraria
Il meccanismo di assegnazione prevede che il 60% delle risorse venga ripartito in misura uniforme tra tutte le imprese ammesse. Il restante 40% sarà invece attribuito secondo criteri premiali, che valorizzeranno la pubblicazione di autori siciliani, la capacità di distribuzione nazionale e internazionale, la digitalizzazione e l’occupazione stabile.
Requisiti e la novità sulle ristampe
Per accedere alle agevolazioni, le case editrici devono essere operanti in Sicilia da almeno tre anni, impiegare almeno un lavoratore dipendente nel territorio regionale e aver pubblicato almeno dieci titoli con codice Isbn riferiti alla cultura siciliana nel biennio precedente l’avviso.
Proprio sulla platea dei beneficiari si registra una novità importante, evidenziata dalla deputata regionale di Noi Moderati all’Ars, Marianna Caronia: “Grazie alle modifiche che ho proposto e che sono state accolte, la platea dei beneficiari viene allargata anche alle imprese che ristampano testi fino a 200 copie. I testi devono riguardare pubblicazioni che abbiano attinenza con il patrimonio culturale, artistico, linguistico, sociale o identitario della Sicilia”.
Caronia ha poi sottolineato la portata della misura: “È una norma fortemente innovativa, uno dei pochissimi esempi a livello nazionale di contributi diretti agli editori, che prevede un aiuto mirato alle piccole e micro imprese che producono cultura. Il mio obiettivo è stato anche quello di stimolare nelle nuove generazioni lo sviluppo di un pensiero critico e interessato nei confronti della nostra storia”.
Il prossimo passo, dopo la firma definitiva del decreto, sarà la pubblicazione del bando ufficiale da parte di Irfis-FinSicilia per la presentazione delle domande.



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