Piovono fondi per 84 milioni di euro su Palermo e Bagheria grazie all’approvazione del progetto “Agenda Urbana delle Città di Palermo e Bagheria”. Si tratta di somme provenienti da finanziamenti europei – Fondo Europeo di Sviluppo Regionale 2014-2020 – da spendere entro il 31 dicembre 2023.

In particolare i fondi ammontano a 74,3 milioni per Palermo e 10,3 per Bagheria. Nello stesso tempo è arrivata la certificazione che il Comune ha rendicontato il 102% dei fondi che doveva rendicontare nel 2019 per i fondi del PON Metro.

Tanti gli interventi previsti grazie allo stanziamento di questi fondi che sono concentrati nei settori “Agenda Digitale” per 5,14 milioni, “Competitività delle piccole e medie imprese” per 8,06 milioni di cui 4 per miglioramento impresa turistica, “Tutela ambiente e promozione uso efficiente delle risorse” per 44,41 milioni per riduzione consumi energetici e 20,58 milioni per mobilità sostenibile e “Inclusione Sociale”, 700 mila euro per riqualificazione asili e 3,3 milioni per riqualificazione edilizia popolare.

Grazie a questi interventi, la città di Palermo riuscirà a guadagnare posizioni nella classifica, rispetto al contesto nazionale e territoriale, dei comuni più che puntano di più sul digitale. Anche Bagheria è legata ad un importante processo di digitalizzazione.

L’obiettivo globale dell’Agenda è quello di contribuire alla riduzione dei divari esistenti tra le due città ed al rafforzamento degli elementi di unitarietà del sistema del suo complesso al fine di elevare il livello di qualità della vita dei cittadini, con particolare riferimento a quelli appartenenti alle fasce più deboli. Per raggiungere l’obbiettivo le amministrazioni di Palermo e Bagheria hanno condiviso un percorso partecipativo che si basa sui fabbisogni dei due poli urbani, ed ha condotto alla definizione delle scelte programmatiche sintetizzate nel presente documento.

Grazie agli interventi in programma si punterà alla competitività delle piccole e medie imprese del territorio, a tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse, al miglioramento della qualità della vita e dell’inclusione sociale.

Tra gli interventi più corposi previsti c’è la riduzione dei consumi energetici negli edifici e nelle strutture pubbliche o ad uso pubblico, residenziali e non residenziali e integrazione di fonti rinnovabili (44,4 milioni), l’aumento della mobilità sostenibile nelle aree urbane (20,5 milioni), la digitalizzazione dei processi amministrativi e diffusione di servizi digitali pienamente interoperabili (5,1 milioni) e la riduzione del numero di famiglie con particolari fragilità sociali ed economiche in condizioni di disagio abitativo (3,3 milioni).