La Regione siciliana d’ora in poi dovrà fare da sola. Dopo l’annuncio del San Donato di Milano che non proseguirà la collaborazione con l’ospedale Civico di Palermo e per la nuova cardiochirurgia in fase di realizzazione nell’area a ridosso dell’ospedale Cervello, adesso anche il Bambin Gesù annuncia che non intende proseguire l’esperienza all’Ospedale Sirina di Taormina.
L’allarme cardiochirurgia di Taormina
Di fatto uno smacco soprattutto per i sostenitori del mantenimento della cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Proprio quando il Ministero della salute aveva accettato il mantenimento del reparto (in esubero) pur accorpandolo ala cardiochirurgia di Catania, adesso viene meno il personale sanitario.
La convenzione scade il prossimo 30 giugno e non verrà rinnovata. Dal Bambin Gesù promettono un abbandono soft dell’ospedale di Taormina con la gestione della fase di transizione valutata in tre mesi e dunque fino a fine settembre. Di fatto la cardiochirurgia di Catania dovrà inviare personale a Taormina. Ci sarà una fase di affiancamento e poi passerà tutto nelle mani del servizio sanitario siciliano.
La cardiochirurgia di Palermo ancora non c’è
Ma se questo percorso sembra segnare la cardiochirurgia di Taormina proprio in una fase di difficile trattativa fra Palermo e Roma, parallelamente c’è un problema aggiuntivo. Lo stop arriva quando ancora la cardiochirurgia di Palermo, che dovrebbe essere riferimento regionale, non è pronta. E non manca certamente poco alla disponibilità del reparto.
La situazione, dunque, rischia di precipitare senza un intervento regionale.
Come gestire la situazione
Ma da Piazza Ottavio Ziino, in pieno raccordo con Palazzo d’Orleans, c’è già un piano di intervento. Taormina continuerà a funzionare con il personale inviato da Catania mentre si prosegue nel percorso di realizzazione della Cardiochirurgia pediatrica 8e non soltanto) di Palermo con nuova struttura che faccia da punto di riferimento regionale.
Ma alla luce di tutto ciò la tentazione di rivedere la rete ospedaliera ancora una volta diventa forte e, per certi versi, un percorso quasi in discesa






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