Il quartiere Capo si è fermato per dare l’ultimo saluto a Salvatore Zora, il rider di Glovo di 37 anni morto in ospedale dopo un incidente stradale al Foro Italico a Palermo. Tantissima gente, una folla commossa e silenziosa, ha voluto accompagnare la salma per le strade del rione dove lui è nato, cresciuto e dove si è fatto voler bene da tutti.
Tantissimi i palloncini colorati hanno accompagnato il feretro trasportato per le vie del quartiere popolare di Palermo dagli amici che indossavano la maglietta con il volto del giovane.
“Era un ragazzo dal cuore d’oro – dicono gli amici – che se n’è andato via lasciando un vuoto incolmabile nella sua giovane famiglia. Chi ti ha conosciuto, Salvo, non potrà mai dimenticarti. Tanta gente anche nella chiesa di San Cosma e Damiano.
“Gesù piange la morte di Lazzaro, Gesù non ha tutte le risposte, Gesù piange e umanamente accetta il dolore. Salvo è morto ed è una tragedia, ma Salvo continuerà a vivere nella famiglia, continua a vivere nella moglie, nella mamma e nella comunità. Bisogna mettere la massina attenzione quando ci si mette in strada. Quando ci mettiamo in strada mettiamo sia la nostra vita in strada che la vita dell’altro. Quindi bisogna prestare attenzione quando si guida”. Lo ha detto padre Giuseppe Garofalo prete del Capo che ha celebrato i funerali.
“Bisognerebbe tornare a regalare – ha aggiunto il prete – per la festività dei morti ai ragazzini bambole e biciclette piuttosto che motorini elettrici e monopattini che portano morte”.
(Foto di Claudio Pezzillo)






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