Il Gruppo Cassa Centrale Banca ha presentato il 31 marzo il nuovo Piano Strategico 2026–2028 “IM•PATTO”, con l’obiettivo di aumentare il credito per famiglie e imprese: sono previsti 30 miliardi di nuovi prestiti e finanziamenti complessivi fino a 57 miliardi entro il 2028.
In Sicilia questi numeri si traducono in una presenza concreta sul territorio: le Banche di credito cooperativo del Gruppo sono attive in 46 comuni e, in diversi casi, rappresentano l’unico punto di riferimento bancario, soprattutto nei centri più piccoli.
Un piano che rafforza il legame con i territori
Il piano si inserisce nel percorso già avviato dal Gruppo negli ultimi anni e ne consolida la direzione. L’obiettivo dichiarato è accompagnare l’evoluzione del sistema bancario mantenendo un modello basato sulla relazione diretta con soci e clienti.
Il nome scelto, “IM•PATTO”, richiama l’idea di effetti concreti e misurabili nel tempo, non solo dal punto di vista economico ma anche sociale.
“IM•PATTO esprime il modo in cui il nostro Gruppo intende affrontare il futuro: con scelte responsabili, consapevoli degli effetti che generano nel tempo – afferma Giorgio Fracalossi, Presidente di Cassa Centrale Banca – Come Gruppo cooperativo, continuiamo a credere in una crescita che crea valore diffuso, rafforzando il legame con le comunità e guardando alle generazioni future”.

Il piano non si limita a una serie di interventi separati, ma mette insieme più elementi: crescita commerciale, semplificazione dei processi, innovazione tecnologica e attenzione alle persone, con la mutualità come tratto distintivo.
Più credito, conti solidi e nuovi investimenti
Nel triennio 2026–2028 il Gruppo prevede una crescita graduale. I finanziamenti alla clientela sono attesi in aumento fino a 57 miliardi di euro, con 30 miliardi di nuove erogazioni. La raccolta complessiva dovrebbe superare i 148 miliardi, sostenuta anche dalla componente indiretta che può arrivare a oltre 68 miliardi, trainata soprattutto da bancassicurazione e risparmio gestito.
Sul fronte della solidità, il piano prevede un indice CET1 al 35,4%, tra i più elevati del settore. Resta contenuto anche il rischio legato ai prestiti, con un livello di crediti deteriorati stimato intorno allo 0,9% e una copertura complessiva al 71%.
Dal punto di vista economico, si prevede una crescita dei ricavi da servizi fino a circa 1 miliardo, mentre il margine di intermediazione potrebbe raggiungere i 3,5 miliardi entro fine piano. Il rapporto tra prestiti e raccolta si mantiene su livelli prudenziali, intorno al 68%, segnale di una struttura finanziaria solida.
Tecnologia, intelligenza artificiale e organizzazione
Una parte rilevante del piano riguarda la trasformazione digitale. Sono previsti 300 milioni di euro di investimenti in tecnologia tra il 2026 e il 2028.
L’intelligenza artificiale entra nei processi operativi e decisionali, con l’obiettivo di migliorare la qualità del servizio, velocizzare le operazioni e rafforzare la capacità di risposta alle esigenze della clientela.
Allo stesso tempo, il Gruppo punta a semplificare l’organizzazione interna per rendere più efficiente il lavoro e liberare risorse da dedicare alla relazione con i clienti.
Sicilia, presenza nei territori e servizi essenziali
È in Sicilia che il piano mostra uno degli effetti più concreti. Le tre Banche di credito cooperativo del Gruppo – SICILBANCA, BCC dei Castelli e degli Iblei e BCC La Riscossa di Regalbuto – operano con 48 filiali, 196 lavoratori e una presenza in 46 comuni.
In 12 comuni rappresentano l’unico sportello bancario attivo, un dato rilevante soprattutto nelle aree interne, dove negli ultimi anni altri istituti hanno ridotto o chiuso la propria presenza.
Le previsioni indicano una crescita graduale anche sull’isola: gli impieghi potrebbero arrivare a 0,7 miliardi di euro, mentre la raccolta complessiva a 1,7 miliardi, con un aumento più marcato dei servizi legati agli investimenti.
Persone e mutualità al centro del modello
Il piano conferma il ruolo centrale delle persone e della mutualità. La crescita passa anche attraverso lo sviluppo delle competenze e una maggiore attenzione alla cultura organizzativa.

“Il Piano Strategico 2026–2028 definisce con chiarezza le priorità del Gruppo e orienta una crescita coerente con i valori della cooperazione, capace di generare valore economico e sociale nei territori in cui siamo storicamente presenti – dichiara Sandro Bolognesi, Amministratore Delegato di Cassa Centrale Banca – Gli investimenti in innovazione, persone e processi rafforzano il nostro modello mutualistico, consentendo di migliorare la qualità del servizio e di accompagnare in modo concreto famiglie, imprese e comunità locali nei loro percorsi di sviluppo”.
Il nodo centrale resta la presenza sul territorio. In una fase in cui molti sportelli bancari chiudono, soprattutto nei piccoli centri, il modello delle Banche di credito cooperativo continua a garantire servizi di base, accesso al credito e assistenza diretta. Una presenza che, in diverse realtà siciliane, continua a rappresentare un riferimento per cittadini e imprese locali.






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