Ora la palla passa nelle mani del Pd. il Partito di maggioranza relativa è già convocato per lunedì e stavolta dovrà prendere una decisione. Difficile che possa, ancora una volta, decidere di non decidere e rinviare tutto.

Con la decisione ufficiale dei centristi di D’Alia di uscire dalla maggioranza di Crocetta e ritirare gli assessori dalla giunta si apre formalmente la crisi di governo alla Regione e con essa la vera campagna elettorale per il rinnovo dell’Ars e del governo. Le elezioni sono idealmente fissate per il 5 novembre anche se la data non è stata ancora decretata e potrebbe cambiare anche in virtù dell’estrema vicinanza con un periodo di festa. Ma una settimana in più o in meno poco cambia.

Ieri sera da Catania D’Alia e soci hanno abbandonato stratagemmi e mezze misure dicendo chiaramente in un documento ufficiale finale che “Rosario Crocetta non può essere ricandidato alla Presidenza della Regione e, pertanto, appare corretto nei suoi confronti e nei confronti dei siciliani non continuare l’esperienza di un governo presieduto da chi non potrà guidarci nella prossima campagna elettorale. I centristi invitano gli assessori regionali a dimettersi e invitano il segretario regionale Adriano Frinchi e il capogruppo all’Ars Marco Forzese ad avviare, dalla prossima settimana, le consultazioni con il Partito democratico per fissare i punti del programma della prossima legislatura e individuare il prossimo candidato governatore della Regione”.

Una decisione che non ha nulla a che vedere con lo scontro fra Crocetta e l’assessore alle infrastrutture Giovanni Pistorio come ha precisato lo stesso D’Alia ricordando che “la valutazione della situazione politica regionale era in programma già da tempo ed era stata rinviata su richiesta degli alleati a dopo l’approvazione della Finanziaria e a dopo le elezioni amministrative dell’11 giugno”.

 

Proprio i due esponenti dell’esecutivo Carmencita Mangano e Giovanni Pistorio non hanno partecipato al coordinamento nel quale sono state decise le loro dimissioni. La mossa definitiva con la consegna delle dimissioni spetta a loro. ma da subito, nello stesso pomeriggio di ieri, sono scattate le consultazioni con Raciti per invitare il Pd a fare altrettanto ritirando i propri assessori dalla giunta regionale per avviare la fase pre elettorale.

E questa mattina il segretario dei Centristi, Adriano Frinchi, precisa che il percorso è concordato con Ap ovvero cong li uomini di Alfano  “Con gli amici di Alternativa Popolare c’è un percorso politico che ci vede impegnati a Roma e in Sicilia nella costruzione di quell’area moderata che è tanto necessaria al Paese. Con loro abbiamo condiviso alleanze elettorali, a cominciare dalle Europee di due anni fa, e scelte politiche non sempre semplici ma dettate dalla responsabilità e dalla coerenza verso la Sicilia e i siciliani. Anche quest’ultimo passaggio, quello di lasciare il governo Crocetta e il ritiro dei nostri assessori dalla Giunta, nasce in piena armonia con Alfano e i suoi dirigenti nell’Isola”.

Per il Pd una situazione quantomeno imbarazzante visto che da una parte il segretario Raciti aveva lasciato la porta aperta a Crocetta sia pure senza il consenso dei suoi o quantomeno della maggioranza dei suoi. Adesso dovrà scegliere se rompere con il Presidente della Regione uscente o se rischiare di litigare con gli alleati. Sarà un fine settimana di tensione e di confronti per arrivare, lunedì, ad una scelta che, qualunque sia, aprirà la fase di selezione del candidato e farà entrare la Regione nella seconda campagna elettorale di quest’anno. quella per la Presidenza e l’Assemblea regionale siciliana