E’ comparso a palazzo di giustizia di buon’ora insieme ai suoi avvocati ma solo per comunicare a verbale la scelta di avvalersi della facoltà di non rispondere.
Iacolino non risponde a va via
Salvatore Iacolino ex manager del policlinico di Messina ed ex dirigente generale della Pianificazione strategica in sanità della Regione era stato convocato per essere ascoltato dalla procura di Palermo in quello che viene ormai definito interrogatorio preventivo. La procura lo indaga per concorso esterno in associazione mafiosa e dopo questo passaggio formale potrebbe decidere di presentare una istanza precisa al Gip anche se la scelta di dimettersi da ogni incarico allontana l’eventualità di una misura restrittiva.
Il manager con i suoi avvocati
Il manager era accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Giuseppe di Peri e Arnaldo Faro. La scelta di non rispondere è una chiara strategia difensiva legata alla scarsa conoscenza della accuse che gli vengono mosse. Iacolino è genericamente accusato di avere favorito le attività imprenditoriali dell’imprenditore ritenuto massone e mafioso, mafioso Carmelo Vetro, suo compaesano. Secondo gli inquirenti Vetro sarebbe il boss di favara come già suo padre morto all’ergastolo. Carmelo vetro, che è stato arrestato in questa stessa inchiesta, ha alle sua spalle una condanna a nove anni già scontata.
Le porte della Regione aperte da Iacolino
Secondo le accuse della procura Iacolino gli avrebbe aperto le porte della Regione presentandolo come persona affidabile alla vicepresidente dell’antimafia regionale Bernadette Grasso, al capo della protezione civile Salvatore Cocina e a diversi manager delle Asp siciliane fra cui anche Messina e Siracusa. In cambio l’indagato, che è stato in passato eurodeputato, avrebbe avuto finanziamenti per campagne elettorali e assunzioni di persone a lui vicine.
Grasso ascoltata come testimone
Ieri Bernadette Grasso (che non è indagata) è stata ascoltata come testimone ed ha confermato il contatto con Vetro per il tramite di Iacolino ma senza sapere chi fosse realmente il suo interlocutore e fidandosi proprio di Iacolino.
La strategia difensiva
Iacolino, però, conosce le accuse solo in base a quanto contenuto nel mandato di perquisizione. 14 pagine che sembrano essere solo una goccia nel materiale in possesso della procura e per questo gli avvocati vogliono conoscere bene proprio le accuse prima di rispondere.
Durante la perquisizione, inoltre, gli inquirenti hanno rinvenuto e posto sotto sequestro probatorio 88mila euro in contanti della disponibilità del manager






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