Il mondo del soccorso siciliano si stringe nel dolore per la perdita di Letizia Viola, storica operatrice della Seus in servizio presso la centrale operativa della macroarea Palermo-Trapani. Letizia si è spenta a soli 52 anni a causa di una malattia contro cui ha lottato con estremo coraggio, lasciando un vuoto incolmabile tra i colleghi e i tanti amici che hanno condiviso con lei anni di impegno professionale e umano nel servizio di emergenza urgenza.

Il presidente della Seus, Riccardo Castro, ha voluto manifestare ufficialmente il cordoglio dell’intera azienda, sottolineando come la scomparsa prematura di Letizia abbia suscitato una commozione profonda e sincera in tutta la comunità del 118. In una nota istituzionale, la Seus ha espresso la massima vicinanza alla famiglia della donna, unendosi al loro immenso dolore in questo momento di distacco così difficile e inaspettato.

Oltre ai messaggi ufficiali, la notizia ha scatenato un’ondata di affetto sui social network, dove chi la conosceva ha voluto dedicarle un ultimo pensiero carico di nostalgia. I colleghi la descrivono come una persona unica, trasparente e dotata di una solarità contagiosa, capace di trasmettere forza e speranza anche nei momenti più complessi. Molti ricordano il suo sorriso perenne e quella disponibilità verso il prossimo che non veniva mai meno, nemmeno durante i turni più faticosi in centrale operativa.

Particolarmente toccanti sono le testimonianze di chi ha condiviso con lei non solo il lavoro, ma un’amicizia lunga una vita. C’è chi ricorda le chiacchierate al cambio turno, la sua voce rassicurante e quella capacità tutta sua di saper ascoltare e aiutare gli altri con spirito libero e coinvolgente. Il 118 perde non solo una professionista esemplare, ma una “grande donna” la cui gentilezza ha lasciato un segno indelebile in chiunque abbia avuto l’onore di incrociare il suo cammino.

Mentre la famiglia affronta lo strazio di questa partenza improvvisa, la comunità si prepara a onorare la sua memoria, certa che lo spirito di Letizia continuerà a vivere nei ricordi di chi ha amato la sua bellezza d’animo. Restano le immagini di una donna spensierata e il bene seminato negli anni, un patrimonio di affetti che la malattia non potrà scalfire.