“Sul referendum del prossimo 29 Marzo è calato un silenzio inaccettabile, come se il taglio dei parlamentari, e quindi della democrazia nel nostro Paese, fosse un incidente di percorso. Dopo aver aderito al comitato promotore del No al referendum riteniamo doveroso, nel rispetto di ogni posizione, organizzare confronti in tutte le province siciliane affinché gli elettori siano consapevoli della reale portata della riforma e lo facciamo convinti che la maggioranza dei nostri iscritti e militanti la pensa come noi”.

Cosi Antonio Ferrante, unico candidato alla segreteria regionale del Partito Democratico siciliano, commenta la totale assenza di dibattito pubblico sul referendum del prossimo 29 Marzo sulla riduzione dei parlamentari.

“Non abbiamo condiviso il passaggio parlamentare che ha approvato la riduzione dei parlamentari e oggi, con il nostro voto, abbiamo l’occasione di ripristinare la piena rappresentatività di tutti i cittadini nelle istituzioni, consapevoli che al Paese serva un cambio qualitativo di classe dirigente e non una mera riduzione quantitativa, ennesimo sacrificio sull’altare di un populismo che sta punendo elettoralmente i suoi stessi portavoce.”

“Prossima settimana annunceremo i comitati referendari in tutte le province per garantire una corretta informazione e la massima pluralità da qui al prossimo 29 Marzo”.

E il referendum del 29 marzo sarà, in realtà, solo il primo di una serie di appuntamenti per i siciliani alle urne. Il referendum è di carattere nazionale ma sarà seguito, se le cose restano come sono ad oggi, il 19 aprile dalle elezioni di secondo livello per le ex Province quando saranno chiamati a votare solo gli amministratori di tutti i comuni siciliani, il 24 maggio, poi, toccherà alle elezioni amministrative in 61 comuni e il 7 giugno l turno di ballottaggio se necessario. Senza contare che è già partito l’iter per un altro referendum proposto dall’Ars sulla legge per abroga la prescrizione dei reati penali