Operazione dei carabinieri al Cep e Borgo Nuovo. Sono stati arrestati in sette che in un casolare avevano a disposizioni armi e droga.

Gli arrestati

Gli arrestati nelle indagini sul ritrovamento di armi e droga al Cep sono Alessandro Bologna, 54 anni, i figli Enrico, 28 anni e Salvatore Samuel di 19 anni, la moglie Maria Antonia Taormina, 53 anni,, Alessandro Cannarozzo, 32 anni, Domenico Caruso, 28 anni, e Giuseppe Fasullo di 53 anni.

 

Nuove perquisizioni e nuovi arresti

Nel corso delle perquisizioni scattate dopo gli arresti dei carabinieri nel casolare dove sono stati trovati, armi e droga, sono scattati due arresti.

Il primo quello di Arianna Torre, 41 anni, residente a Marsala (Trapani), perché trovata in possesso di 20 grammi di cocaina, 150 euro e un bilancino di precisione.

Il secondo quello di Michele Adorno, 56 anni, accusato per detenzione di arma clandestina dopo il ritrovamento nella sua abitazione di un revolver calibro 38, undici proiettili e un’ascia. I due sono ai domiciliari.

Trovato un deposito di armi

L’indagine, svolta tra marzo e giugno del 2020 nel pieno della crisi pandemica, è scattata dopo la scoperta di un deposito di armi e munizioni nelle adiacenze di una villetta nei pressi di Fondo Gallo, nel quartiere Cep/Borgonuovo: la stessa veniva infatti utilizzata dai proprietari, marito, moglie e due dei loro tre figli, come sito di stoccaggio per nascondere armi comuni da sparo e clandestine, che poi venivano cedute ad altri soggetti.

Pistole e fucili tutti funzionanti e pronti a sparare

Durante le indagini, che hanno consentito di documentare che gli indagati continuavano a curare i loro interessi criminali nonostante l’emergenza covid19, sono così state arrestate in flagranza 6 persone e recuperate 5 armi di diversa foggia e calibro, tra cui un fucile semiautomatico Beretta CX4 “Storm”, una pistola clandestina e una oggetto di furto, tutte pienamente efficienti e pronte all’uso, oltre ad un cospicuo numero di munizioni.

La droga nel casale

Gli arrestati gestivano anche un traffico di sostanze stupefacenti, come testimoniato dal sequestro di un’intera piantagione di marijuana, coltivata mediante allaccio abusivo alla rete elettrica pubblica, impiantata dentro un vero e proprio “bunker” ricavato nelle adiacenze di una porcilaia di pertinenza della villa.

Il macello abusivo

Nel corso di uno degli interventi nell’abitazione è stato anche trovato, con il concorso dei carabinieri forestali, un macello abusivo dove venivano illegalmente abbattuti e lavorati numerosi suini, con il successivo sequestro di più di un quintale di carne in cella frigorifera, già destinata al consumo umano.

L’operazione è un segnale di attenzione verso un quartiere dopo l’incendio doloso all’Asilo Peter Pan di inizio gennaio.