E’ iniziata questa mattina la demolizione di una palazzina abusiva realizzata in piazza Tommaso Natale fra altre due costruzioni, quelle regolari, e per la quale esiste una ordinanza di demolizione approvata dal Comune di Palermo.

Si tratta di un’opera complessa proprio per effetto della vicinanza dei due edifici regolari che vi si trovano a ridosso. Questo ha impedito l’uso delle ruspe ch non avrebbero potuto operare in sicurezza e si sarebbe corso il rischio di arrecare danni agli edifici legittimamente realizzati.

L’impresa aggiudicataria della demolizioe ha, dunque, dovuto operare in loco sezionando l’edificio e procedendo una una demolizione ‘a pezzi’.

Altri due interventi di demolizione sono stati deliberati dalla giunta comunale lo scorso 28 dicembre. Anche in questo caso si tratterà di operazioni complesse che riguardano due gruppi di immobili che sorgono in via Stazzone vicino al fiume Oreto e via Zerilli a Ciaculli, particolarmente delicati perché in zone ad altissimo rischio idrogeologico, quindi anche con rischio per coloro che abitano le case. Si tratta, in questo caso, degli interventi sollecitati anche dalla Regione dopo la tragedia di Casteldaccia dello scorso 3 novembre.

Già programmate, invece, altre 10 demolizioni per così dire ‘ordinarie’ che seguiranno senza soluzione di continuità quella in corso a Tommaso Natale.

La situazione degli abusi edilizi a Palermo è abbastanza complessa e con essa quella delle demolizioni. Dal 2015 ad oggi sono state emesse circa 440 contestazioni di abuso e 328 ordini di demolizione contro i responsabili degli abusi.

Raramente gli abusivi adempiono all’ordinanza di demolizione e spesso ricorrono al TAR, che nel 20% dei casi sospende il provvedimento. Una procedura che, dopo la sospensiva, può durare anche 10 e più anni

Quando non c’è sospensione né l’abusivo procede alla demolizione per suo conto, il Comune si attiva per demolire “in danno” quindi fa una valutazione tecnico economica di quanto serve per la demolizione e la notifica ai proprietari. Se ancora una volta i proprietari non adempiono si avvia la materiale demolizione.

Quando si tratta di interventi il cui impegno sta entro i 150 mila euro Palermo procede con uomini e mezzi proprio, del Coime, diversamente deve ricorrere a un corsozio di imprese.

Dal 2015 ad oggi il Comune ha proceduto a 25 valutazioni tecnico economiche. Materialmente sono state eseguite 7 demolizioni mentre per un immobile che è compatibile con lo strumento urbanistico si sta valutando l’acquisizione al patrimonio e la riconversione ad uso pubblico. In altri 4 casi i proprietari, piuttosto che subire i costi della demolizione in danno hanno preferito autodemolire.

“Alla luce di tutte le valutzioni già effettuate – dicono il sindaco Leoluca Orlando e l’assessore ai Lavori Pubblici e al cantiere Municipale Emilio Arcuri – l’attività di demolizione, avendo ormai esperito le fasi preliminari con l’Impresa esecutrice degli interventi, è destinata ad incrementarsi, anche nella considerazione che nel quadro di una prossima riorganizzazione si prevederà un incremento delle risorse umane assegnate”.