Si apre la settimana finale della campagna elettorale in Sicilia, quella che porterà verso le elezioni amministrative di domenica 24 e lunedì 25 maggio. Elezioni, a dire il, vero, non particolarmente sentite nella Sicilia occidentale probabilmente per effetto dei comuni al voto. Ce ne sono diversi, alcuni anche di media grandezza ma non ci sono sfide sora le righe nonostante.
Elezioni più sentite, invece, anche se non in modo spasmodico, nella Sicilia centro orientale, sempre per effetto dei comuni al voto. La sfida maggiore è certamente quella di Messina, uno dei tre capoluoghi al voto e sicuramente il più grande. Gli altri due sono Enna ed Agrigento.
La sfida di Messina
Il nodo di tutto sembra essere la città di Messina. Lì in gioco non c’è solo la scelta di sindaco e Consiglio comunale ma il percorso della formazione politica di Cateno De Luca che nella città dello Stretto è forte come sempre e che ha scelto di andare da solo. una scelta che può avere effetto anche sulle future alleanze regionale a sinistra, accennate ma mai inserite lungo una strada chiara e definita. Un test, insomma, anche per le i candidati di centrosinistra e per quelli di centro destra. Il risultato sarà importante a prescindere da chi vince. Le proporzioni di vittorie e sconfitte non saranno neutre in questo caso guardando al 2027.
La Regione dopo le elezioni
Ma l’attesa delle elezioni non è fine a se stessa. Quello a cui guarda la politica regionale è il dopo elezioni. Il Presidente della Regione, Renato Schifani, lo ha detto in modo chiaro. Dopo la tornata elettorale bisognerà dare una registrata alla maggioranza.
Un passaggio fondamentale perché se è vero, come è vero, che Schifani lo ha detto senza mezzi termini: “Questo governo andrà fino alla fine della legislatura e lo farà con l’attuale formazione di giunta” è anche vero che all’orizzonte ci sono sfide importanti a cominciare dalla manovra finanziaria di metà anno ma soprattutto guardando alla maxi manovra di fine legislatura, quella che attende il via libera all’uso degli avanzi miliardari di amministrazione che si sbloccheranno dopo al fine del percorso di parifica dei bilanci che proprio negli ultimi giorni del mese di maggio affronterà la chiusura dell’anno 2022 davanti la Corte dei Conti. dopo il percorso davanti alla magistratura contabile dovrebbe essere più facile e veloce visto che i bilanci dal 2023 in poi sono quelli del governo Schifani e dunque quelli della congiuntura economica positiva che da superare hanno avuto un solo scoglio in legislatura su questo fronte





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