Sciascia nutriva una passione sconfinata per i libri. Non gli bastava leggerli, e nemmeno scriverli: aveva anche il gusto di confezionarli, costruirli, corredarli di note e avvertenze che li impreziosivano. Visto sotto questo più ampio profilo, Sciascia non fu solo uno dei maggiori scrittori del panorama letterario italiano ed europeo del ‘900, ma anche, a suo modo, un editore.

Negli anni ’50, quando viveva a Caltanissetta, lo scrittore di Racalmuto collaborò intensamente con l’editore Salvatore Sciascia e, in particolare, diresse la rivista “Galleria” e la collana “Quaderni di Galleria”, presso la quale fece pubblicare autori, allora giovani e non ancora del tutto affermati, come Pasolini, Leonetti, Bevilacqua

Ma la collaborazione con una casa editrice si realizzò nel modo più felice e fecondo dopo, quando, a partire dalla fine degli anni ’60, a Palermo mosse i primi passi la Sellerio.

La Sellerio nasce nel ’69 per iniziativa di Elvira Giorgianni ed Enzo Sellerio e con la collaborazione di fior di intellettuali come Antonino Buttitta, Vincenzo Tusa e dello stesso Leonardo Sciascia che nel ‘71 vi pubblica il pamphlet “Atti relativi alla morte di Raymond Russel”.

All’inizio la Sellerio ha un taglio elegantemente artigianale, e continua ad averlo anche quando viene stampato un breve saggio di scottante attualità: “L’affaire Moro” di Leonardo Sciascia. Da quel momento il legame tra Sciascia e la Sellerio diventa più stretto e la casa editrice prende quota affacciandosi alla ribalta nazionale.

Sciascia non solo comincia a pubblicare i suoi libri con la Sellerio, ma della Sellerio diventa l’insostituibile consulente editoriale, a titolo peraltro del tutto gratuito. Nella sua sede ha uno studio dove si reca assiduamente, con Elvira Giorgianni Sellerio consolida una fervida amicizia, consiglia autori e libri da pubblicare, svolge un autentico lavoro editoriale: scrive i risvolti di copertina di tantissimi volumi, premesse, presentazioni, cura antologie, decide come intitolare le collane (a cominciare da “La memoria”, ancor oggi la più prestigiosa), scopre e lancia talenti.

L’attività editoriale di Sciascia presso la Sellerio è testimoniata in un interessantissimo saggio curato da Salvatore Silvano Lo Nigro “Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di fare libri” pubblicato, naturalmente, da Sellerio.

In verità si tratta di una riedizione, perché il libro era già stato pubblicato nel 2003. Ma ripubblicarlo adesso assume un significato particolare: onora due ricorrenze, i cinquant’anni della nascita della Sellerio e i trent’anni dalla morte di Sciascia.

Il libro (334 pagine, 16 euro) non può mancare nelle librerie dei cultori dell’autore de “Il giorno della civetta”: è un’appendice della sua biografia letteraria, svela il suo amore viscerale per i libri e il suo gusto artigianale nell’elaborarli.

Inoltre, “Leonardo Sciascia scrittore editore ovvero La felicità di fare libri” va consigliato a chi ama la scrittura o a chi con essa vuole cimentarsi. Infatti, nelle numerose quarte di copertina –necessariamente contenute –, scritte da Sciascia in forma anonima e raccolte nel saggio curato da Lo Nigro, vi è il segno della sua scrittura: essenziale ed elegante, rapida e puntuale, originale (anche nella punteggiatura) ed esaustiva nella sua felicità di sintesi.