Chiara Colosimo presidente della commissione nazionale antimafia ha querelato l’attivista Jamil El Sadi per l’intervento pronunciato il 19 luglio 2025 a Palermo, durante la commemorazione della strage di via d’Amelio organizzata dal movimento delle agende rosse di Salvatore Borsellino.
Una querela che arriva dopo un intervento pubblico e politico in cui venivano contestate le scelte investigative portate avanti all’interno della commissione parlamentare antimafia, presieduta da Chiara Colosimo, sul tema delle stragi. L’intervento di Jamil El Sadi fu pronunciato in uno spazio dedicato ad Our Voice ed in una piazza che da anni rappresenta un presidio libero e indipendente di memoria, verità e lotta antimafia.
E, per sua natura, di critica – anche aspra – nei confronti dei rappresentanti delle istituzioni laddove conducono il proprio lavoro in modo oltremodo discutibile. Una manifestazione che, tra le altre cose, rifiuta le passerelle istituzionali ed è vicina a quella parte di società civile che continua a chiedere piena verità sulle stragi del ’92 e del ’93, sulle quali ancora non si conoscono i nomi dei mandanti esterni a Cosa nostra.
L’associazione, “Non ci faremo intimidire”
“Abbiamo deciso di rendere pubblica questa notizia perché non abbiamo alcuna intenzione di arretrare. E di certo non ci faremo intimidire – dicono dall’associazione – Rivendichiamo il diritto di critica politica verso chi ricopre ruoli istituzionali così delicati e continuiamo a pensare che il confronto democratico non possa essere sostituito dalle querele. Confidiamo pienamente nella magistratura, che grazie anche alla vittoria del NO al Referendum resta autonoma e indipendente dal potere politico. Saranno i magistrati a valutare serenamente i fatti e il contenuto di parole pronunciate pubblicamente nell’ambito del legittimo diritto di critica politica”.
Solidarietà dalla Cgil
La Cgil Palermo esprime solidarietà a Jamil Al Sadi, attivista di Our Voice, associazione antimafia composta da studenti, e collaboratore di Antimafia 2000, querelato per diffamazione dalla presidente della Commissione antimafia Chiara Colosimo per l’intervento (riportato in un filmato) fatto dal palco in occasione della commemorazione di Paolo Borsellino del 19 luglio 2025, organizzata dalle Agende Rosse. Nell’intervento ha contestato la linea sulle stragi seguita dalla Commissione antimafia. “Jamil El Sadi è da anni impegnato a Palermo nella costruzione di un movimento antimafia che – dichiarano il segretario generale Cgil Palermo Mario Ridulfo e la la coordinatrice Giovani Cgil Palermo Olga Giunta – rappresenta il bisogno di fare piena luce sulle stragi, indagando anche sui mandanti esterni alla mafia. Le sue denunce sono legate a fatti oggettivi: l’iniziativa governativa ha indebolito la legislazione antimafia e adottato alcuni strumenti, come l’abrogazione dell’abuso d’ufficio e il limite alle intercettazioni, che limitano l’azione di contrasto alla mafia, come denunciato più volte sia dai magistrati che dai giornalisti. Si contesta a Jamil El Sadi quello che diciamo tutti”.
“A Jamil va la solidarietà della Cgil – aggiungono Mario Ridulfo e Olga Giunta – Da 4 anni abbiamo dato vita assieme prima al coordinamento 23 maggio e poi abbiamo lavorato alla costruzione della rete sociale antimafia per il corteo del 23 maggio di quest’anno, assieme a tanti giovani, rete di cui la Cgil e il coordinamento Giovani Cgil Palermo fanno parte. Al corteo di quest’anno era presente Nino Di Matteo, sostituto procuratore della Direzione nazionale antimafia, che alla partenza ha fatto una denuncia pesante sui “sepolcri imbiancati” che fingono di commemorare Giovanni Falcone “quando invece durante il resto dell’anno lavorano per ostacolare quella parte di magistratura che è rimasta convinta di voler accertare ancora le verità nascoste”. Certamente con i sepolcri imbiancati non si riferiva ai tanti giovani che hanno dato vita al corteo e che rappresentano la voglia di verità e giustizia”.






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