“Si è concluso poco dopo le 20 a Palazzo d’Orleans l’incontro tra il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta e gli assessori Contrafatto, Croce, Baccei, Barbagallo e Gucciardi”.

Lo rende noto un lapidario comunicato stampa del Presidente della Regione Rosario Crocetta che pone fine, così, ad una crisi dovuta alle parole di Faraone durata 24 ore e risolta fra incontri a pranzo al ristorante e merende a Palazzo d’Orleans.

“Un confronto utile e proficuo – dice Crocetta – nel corso del quale è stata ribadita l’incisività dell’azione di governo che ha consentito di raggiungere importanti obiettivi come il risanamento dei conti, il rilancio dell’economia e una crescita complessiva della Regione”

“Confermata da tutti – conclude –  la volontà di continuare questo percorso già avviato insieme al presidente Crocetta fino alla naturale scadenza della legislatura”.

Finisce, insomma, come non ti aspetti con il Presidente della Regione che incassa gli attacchi del sottosegretario Davide Faraone e si accontenta della ‘promessa’ degli assessori renziani di portare fino a fine legislatura il loro appoggio ma non oltre.

Per Faraone una ‘vittoria di Pirro’ perché da un lato dimostra di tenere sotto scacco il presidente della Regione e, parallelamente, che le sue parole valgono forse più di quelle del segretario del Pd visto che aprono confronti. dal lato opposto, però, ora non potrà più dire agli elettori di essere una sorta di ‘opposizione interna’ visto che il controllo lo ha proprio lui con i suoi.

Crocetta, dal lato opposto della barricata, si rinsalda contando su un appoggio almeno fino all’autunno del 2017 e potrà finire tranquillamente la legislatura. Sulla sua ricandidatura è difficile pensare che creda davvero alla possibilità di una rielezione.

Sconfitte da questa battaglia escono le altre correnti del Pd, che non sembrano contare alcunché ma qualche problema lo avrà anche la base renziana di sicilia mandata allo sbaraglio per avviare una campagna elettorale per la quale non era pronta.

La campagna parte dalla presentazione del libro di Faraone una tournée per la Sicilia che servirà al consenso tanto quanto alla presentazione del libro.

Un aspetto, questo delle difficoltà dei renziani, perfettamente rappresentato da una battuta fatta a pranzo, alle Antiche Mura, dal meno politico degli assessori renziani, Alessandro Baccei, giunto scherzando col suo accento semi fiorentino a dire al sottosegretario ‘Tu parli e fai danni ma poi con Crocetta dobbiamo andarci a parlare noi per sistemare le cose’.

Rilevante nel rasserenamento degli animi sembra che sia stato anche il ruolo dell’ex ministro e oggi leader di Sicilia Futura Salvatore Cardinale, sempre vicino a Crocetta ma alleati dei renziani e oggi presente anche la pranzo di Faraone con gli assessori al quale c’era anche il suo di assessore, Maurizio Croce. La politica dei due forni, a pranzo con faraone e a cena con Crocetta, della quale Lentini accusa Cardinale, sembra, almeno in questo caso, aver avuto esito. E la Sicilia resta a guardare