Non ci saranno nuovi commissari per la sanità siciliana e, almeno nel breve termine, non ci saranno neanche nuovi manager. Nonostante l’assesore regionale alla salute Ruggero Razza abbia colto la palla al balzo dopo il parere del Cga per fare un passo in avanti e dichiarare che la Sicilia sarà la prima Regione, insieme al Piemonte, a mettere in atto la riforma del sistema di selezione dei manager, di fatto la situazione siciliana da ieri si è complicata.

Se da un lato il Cga ha detto chiaramente che per la nomine dei nuovi direttori generali della sanità non c’è bisogno di applicare lo spoil system e dunque non ci sono scadenze imminenti o già trascorse, dall’altro ha detto no a quella che era la speranza principale di Razza e Musumeci ovvero alla sostituzione dei commissari.

Ripercorriamo velocemente le tappe di questa storia. Pochi mesi prima delle elezioni la maggior parte dei manager di asp e ospedali siciliani era in scadenza. L’Ars approvò una norma contro le nomine nel così detto semestre bianco impedendo al governo di nominare i nuovi direttori generali e dunque Crocetta e Gucciardi che fecero? Lasciarono tutti al loro posto (in realtà qualcuno si spostò da una direzione a un’altra, ma non tanti) in continuità con la gestione appena scaduta nominado i già direttori generali commissari delle stesse asp e ospedali.

Nel frattempo arriva la riforma Lorenzin e i nuovi manager devono avere come pre requisito quello di essere iscritti nell’elenco nazionale degli aventi titolo che è stato pubblicato la scorsa settimana ma per nominarli il governo deve fare, a sua volta, un bando. Per partecipare gli aspiranti devono già essere nell’elenco nazionale e devono poi rispondere ai requisiti locali.

Una procedura che richiede tempo e rischia di impelagarsi in più di un ricorso. Per questo Razza avrebbe voluto togliere i commissari di Crocettiana memoria e metterne di nuovi in attesa delle procedure lunghe e farraginose per fare le nomine. Insomma replicare nella sanità quanto fatto con i dirigenti generali della regione ‘provvisori’ e con i funzionari dei gabinetti messi quali ‘reggenti’ nelle Partecipate in attesa delle scelte che si faranno dopo le elezioni nazionali.

Ma la vicenda è legalmente complessa e per questo aveva chiesto un parere al Cga ipotizzando che le nomine fatte da Crocetta fossero macchiate di illegittimità visto che nei mandati di commissario è prevista una durata massima di tre anni, esattamente come i contratti dei manager.

Ma il Cga ha detto di no, quelle nomine sono legittime perchè decadono alla nomina dei nuovi direttori generali e non sono soggette a spoil system perchè sono commissari. ininfluente il limite massimo di mandato di tre anni vistoc he lo stesso mandato si interrompe non appena arriva il direttore generale.

Di fatto per sostituire i commissari bisognerà fare le nomine con la nuova legge. Niente commissari targati governo Musumeci.

Razza ha annunciato l’immediato avvio delle procedure e alla prossima giunta porterà, probabilmente, il bando. Ma i tempi si preannunciano lunghi perchè già sono in preparazione una serie di ricorsi all’elenco nazioanle degli aventi titolo che, con tutta probabiloità, bloccheranno l’efficacia di quel documento. E’ poi facile ipotizzare che quando sis aràs bloccata questa vicenda davanti ai tribunali amministrativi non machino i ricorsi sui requisiti del bando regionale e sulla graduatoria che ne uscirà. Un costume tutto italiano quello di presentare ricorso sempre e comunque.

Una riforma ed un parere, dunque, che sembranod estinati a bloccare le nomine nella sanità siciliana, probabilmente per tutto il 2018