Chi abita a Partinico e nei comuni limitrofi l’ha soprannominata ormai la “strada della morte” quella in cui ieri ha perso la vita Giacoma Randazzo. L’auto su cui viaggiava, in compagnia di altre tre donne si è schiantata contro un camion. La SP2 che collega San Cipirello a Partinico rappresenta un’arteria importante soprattutto per chi abita nei comuni della Valle dello Jato e per chi si reca all’ospedale Civico di Partinico. Proprio dove stava andando la 56enne per accompagnare la figlia incinta che doveva fare un controllo di routine.

A causa della pioggia che ha reso viscido l’asfalto, secondo le prime ricostruzioni, l’auto ha sbandato ed è andata a sbattere violentemente contro un mezzo pesante che sopraggiungeva. L’incidente mortale si è verificato poco prima delle 10 di ieri. Giacoma Randazzo era una casalinga e viveva a San Giuseppe Jato.

Il tragico incidente è avvenuto pochi metri prima dello svincolo per la SP138. In quello stesso tratto di strada, in cui si trova una pericolosa curva, si è verificato un altro incidente mortale. A perdere la vita fu Alberto Ventura di 63 anni. L’uomo, originario di Alcamo, venne sbalzato fuori dalla Smart che stava guidando.

Ieri un’altra fatalità ha voluto che l’auto con a bordo tre donne si schiantasse contro un camion proprio in quel tratto maledetto della Sp2. La vittima sedeva sui sedili posteriori della Golf guidata dalla figlia; a bordo viaggiavano anche un’altra figlia e un’amica. Le donne si stavano dirigendo a Partinico per un’ecografia quando è avvenuta la collisione con un Camion guidato da un uomo. Nonostante gli immediati soccorsi dei paramedici del 118 e dei carabinieri di San Giuseppe Jato e San Cipirello, per la donna non c’era nulla da fare ormai. Le sue due figlie sono state trasferite al pronto soccorso di Partinico, ma le loro condizioni non sono gravi.

Le strade intercomunali, intanto, restano una vera piaga per gli automobilisti che ogni giorno le attraversano. Sui social, alla notizia dell’ennesimo spargimento di sangue lungo le strade dissestate del Palermitano, è scoppiata la rabbia e si è levato un coro unanime di protesta per lo stato inadeguato della maggior parte delle intercomunali le quali più che strade sembrano avere preso le sembianze di “trazzere” di campagna.